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Nasce la Fondazione Colonna per dare un futuro ai disabili

La commozione dell’assessore Grilli: «Chiusa una maratona iniziata nel 2007» Avrà sede in via Mazzini. Parte dal lascito di Matilde Morpurgo del ’64: 1,2 milioni

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«Durante e dopo di te, qualcuno come te». È stata presentata ieri, a Palazzo Gopcevich, la “Fondazione Durante e dopo di noi - Donna Colonna dei Principi di Stigliano”, che vuole garantire un futuro alle persone disabili. L’ente no profit nasce dalla volontà del Comune di Trieste, insieme agli altri comuni del territorio (Muggia, Duino Aurisina e San Dorligo), oltre a tutte le associazioni e le cooperative cittadine impegnate nei servizi alle disabilità. Non è stata un’impresa facile.

«È stata una maratona iniziata nel 2007», racconta emozionato l’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli: «Ci sono volute tre consiliature per arrivare a donare alla città uno strumento importante di cui aveva assoluto bisogno. Abbiamo mantenuto una promessa fatta 13 anni fa. Un progetto che ha visto l’approvazione all’unanimità del Consiglio comunale». Una promessa e un sogno che si realizza. «Questa Fondazione è punto d’orgoglio per la città e per tutto il Paese», aggiunge Grilli: «Il Consiglio d’amministrazione è formato da persone di grande valore, esperienza e competenza nel campo delle disabilità».

La Fondazione Colonna, la cui presidenza è stata affidata a Valter Mahnic, lavorerà con i vari soggetti del territorio operanti in questo ambito per coordinare le azioni propedeutiche alla costruzione del miglior progetto di vita possibile per le persone con disabilità. La Fondazione vuole dare un supporto concreto per trovare assieme alle famiglie le risposte più adatte ai bisogni della persona disabile e per riuscire a utilizzare al meglio i molteplici servizi sociosanitari che vengono erogati dalle istituzioni (Comune e Asugi in primis) sul territorio cittadino: soluzioni non uniformi e standardizzate, ma tarate sulla base della specifica difficoltà della persona e finalizzate sempre al raggiungimento del maggior grado di autonomia possibile, commisurata all’età e al tipo di disabilità.

«Questo onore e onere viene accolto con grande serietà e tanto entusiasmo», esordisce il presidente Mahnic: «Sono onorato di poter lavorare con un Cda di provata bravura e competenza. Siamo pronti a dare il nostro aiuto e al contempo accettarlo da tutti».

La Fondazione Colonna, come è stato spiegato - è l’ambizioso punto d'arrivo di un percorso d’innovazione del sistema dei servizi in favore delle persone con disabilità, volto ad aumentarne l’appropriatezza, la qualità e l’equità, nelle loro varie forme: residenziali, semiresidenziali, convivenze e housing protetto.

La sua funzione, fra l’altro, di collettore dei lasciti testamentari è diretta a garantire una gestione efficiente e scrupolosa del patrimonio dei privati, complementare all’azione del pubblico, a garanzia della copertura finanziaria per l’eccellenza dei servizi, al fine di garantire dignità e una buona qualità di vita anche a chi non ha disponibilità di risorse proprie.

Nel corso degli ultimi 10 anni, la Fondazione Colonna ha preso forma a piccoli passi: una prima bozza di statuto e di atto costitutivo è stata illustrata nell’ambito del tavolo del Piano di zona, è stata poi bandita una procedura pubblica per la raccolta di manifestazioni di interesse, volta a individuare soggetti disponibili a investire nel progetto, nell'ottica di reperire le risorse finanziarie sufficienti ai conferimenti utili all’avvio e a garantire una gestione sostenibile delle attività. Il primo Consiglio di amministrazione è formato da Valter Mahnic (presidente), Antonella Clarich, Isabella D'Eliso, Fulvio Farneti, Elena Gianello, Luigi Mattiussi, Matteo Morgia, Hubert Perfler e Maurizio Pessato.

La Fondazione Colonna è già operativa da alcuni giorni nella sede di via Mazzini 25 (nei locali dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Trieste) e aperta al pubblico nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 12. Per avere informazioni si può consultare sia il sito www.fondazionecolonnats.it sia la pagina Facebook FondazioneColonnaTrieste, o contattare il numero 040 6757052.

Nel presentarsi alla cittadinanza la Fondazione ha progettato una campagna di comunicazione sul tema degli “abbracci”, curata dalla pubblicitaria Paola Russo, che appare ancora più forte al tempo del distanziamento sociale determinato dall’emergenza Covid-19.

La Fondazione parte con un fondo di dotazione si basa su 1,2 milioni di euro in azioni Generali che risale a 59 anni fa. Il 22 luglio 1961 muore Matilde Morpurgo Colonna dei principi di Stigliano. Era nata 92 anni prima, nel 1869, a Trieste, figlia di Giacomo e di Fanny Mondolfo, entrambi provenienti da importanti famiglie israelite. Matilde si converte al cattolicesimo all’inizio del ’900 e sposa Fabio Colonna dei Principi di Stigliano. Viaggia tra Roma, Napoli e Trieste, dimora a Villa di Varda a Brugnera. Il consorte si spegne nel 1930. Lei, benché di salute cagionevole, gli sopravvive di oltre 30 anni. Il testamento di Matilde Morpurgo, che non ha figli, è molto generoso nei confronti della città natale: nomina eredi dei suoi beni il vescovo tramite il Seminario, la Direzione degli Ospedali riuniti e il sindaco. Un terzo, un terzo, un terzo. Il Comune accetta la sua parte con una delibera consiliare del 1964. Poi costituisce una Fondazione, che però non viene mai attivata. E accaduto ora, mezzo secolo dopo. —



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