Operatori socio sanitari, oltre 500 candidati in gara per 140 posti ai corsi Enaip

Una delle aule allestite per la prova, all’interno del Molo IV. Foto Andrea Lasorte

Al via a Trieste e Gorizia i primi test per accedere alla formazione richiesta a chi vuole ottenere la qualifica di Oss. In fila al Molo IV ragazzi neodiplomati e over 50 tra cui molte badanti  

TRIESTE Tutti in coda, pronti ad affrontare la trafila per accedere al corso di qualifica di Oss, Operatore Socio Sanitario, con il sogno di lavorare soprattutto negli ospedali e nelle case di riposo.

Al Molo IV a Trieste, ieri, circa 450 persone hanno partecipato al test, un centinaio a Gorizia, primo di tre step che consentiranno l’ingresso al corso di formazione Enaip. La richiesta nel settore, con la qualifica in tasca, è tanta e per molti candidati l’obiettivo è un posto fisso, dopo una vita di precariato.


I primi hanno atteso pazientemente sotto la pioggia ieri mattina alle 8, prima di entrare. Persone di tutte le età, da giovani appena diplomati a over 50.

«Abbiamo diviso i candidati in diversi turni, considerando anche le sanificazioni necessarie durante i cambi. In tutto sono circa 450 persone, di Trieste e Cervignano, – spiega Giuditta Bambara, coordinatrice progettista Enaip – alle quali si aggiungono 110 a Gorizia. La media è di 38 anni. I posti per il corso di qualifica Oss saranno poi 80 per Trieste, 40 per Cervignano e 20 a Gorizia. Il primo test riguarda varie domande di cultura generale e sulla lingua italiana».

Superate le varie prove si passa al corso vero e proprio, tra lezioni e stage. «Con la qualifica in mano – spiega ancora Bambara – possono lavorare in tante strutture, ospedali, residenze per anziani, centri diurni, realtà con persone con handicap o effettuare l’assistenza domiciliare. E di solito chi conclude la formazione, poi trova subito lavoro».

Proprio questo ha spinto molti a iscriversi. Quasi tutti già lavorano, ma molti non sono regolarizzati.

«Faccio la badante da tanto tempo, mi trovo benissimo con gli anziani – racconta una signora triestina – però è un lavoro “in nero”. Vorrei avere un’opportunità di ottenere la qualifica, per continuare su questa strada in modo corretto». In coda prima di entrare anche altre storie simili. «Mi occupo di alcuni anziani, faccio la spesa, pulisco, per me non è mai pesante – spiega un uomo – e mi piacerebbe diventasse un impegno a tempo pieno giustamente retribuito». «Sono una badante da qualche anno - racconta anche un’altra donna - credo di essere portata per questo impegno, e la qualifica mi serve». «Faccio tutt’altro nella vita – dice una quarantenne – ma sono precaria. Spererei in un posto in ospedale o in una casa di riposo. Se qui andasse male terrei comunque l’occupazione attuale. L’idea però è di un posto fisso, che mi dia stabilità. Non mi spaventa il percorso di formazione, anzi – sottolinea – mi attira l’idea di rimettermi in gioco. E so che il lavoro in questo settore non manca».

Tra i più giovani alcune baby sitter o neo diplomate. «Spero tanto di farcela – commenta una ragazza – altrimenti tornerò in Inghilterra dove ho già lavorato qualche anno. Mi sono iscritta al test perché non riesco a seguire il corso di Infermieristica. E l’Oss è una valida alternativa per lavorare comunque in ambito sanitario». Chi supererà il primo test affronterà un colloquio e una viista finale. —




 

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