Immaginario scientifico nel Magazzino 26: dal 9 ottobre la nuova era in Porto vecchio a Trieste

L’appuntamento di Trieste Next incentrato sull’Immaginario scientifico, ospitato dall’auditorium del museo Revoltella

Ufficiale la data dell’inaugurazione. Dal giorno dopo, l’apertura al pubblico. Ma allestimento completo solo a primavera 2021 

TRIESte Dopo almeno otto anni di attesa per una destinazione definitiva, traversie progettuali e lungaggini burocratiche, ecco la data. Il 9 ottobre alle 18.30 l’Immaginario scientifico inaugura ufficialmente la nuova sede nel Magazzino 26 di Porto vecchio. Dal giorno dopo visite aperte a tutti, prenotabili dal 5 ottobre online.

Quello che si vociferava da qualche tempo, dunque, trova conferma nelle parole del direttore Serena Mizzan che ieri ha annunciato che il Science center aprirà i battenti prima della Barcolana, in occasione di una conferenza ospitata al Museo Revoltella nell’ambito della manifestazione Trieste Next e dedicata al tema del recupero architettonico.


Ma come sarà questo nuovo spazio interattivo dedicato alla conoscenza scientifica, la cui idea è nata nel lontano 1986 a Parigi e che in ottobre aprirà intanto metà degli spazi a disposizione (per apprezzarlo nella sua interezza bisognerà attendere la primavera del 2021)? «Sarà un museo non museo – ha spiegato Mizzan –, uno spazio custode di beni immateriali che diventano concreti attraverso l’esperienza fatta dai visitatori. Per questo abbiamo cercato, con una progettazione condivisa, di creare uno spazio museale coerente e consistente, sicuro dal punto di vista dell’affidabilità e comprensione dei contenuti. Il proposito è di comunicare estroversione ed empatia, con riferimenti a persone, enti e imprese che hanno fatto di Trieste città della scienza. Il cuore dell’esposizione sarà infatti dedicato al professor Paolo Budinich, il padre del sistema scientifico triestino».

Non sarà dunque un semplice trasloco in Porto vecchio dell’attuale allestimento di Grignano, da alcuni giudicato, appunto, poco empatico. Del resto, l’imponente struttura del Magazzino 26 ha imposto una seria riflessione sull’utilizzo degli spazi e, come ha ben descritto ieri alla conferenza l’architetto Andrea Benedetti, docente di Restauro urbano allo Iuav di Venezia, «obbligato a muoversi in maniera educata e rispettosa dell’identità, con l’obiettivo generale della conservazione, raggiungibile attraverso modifiche che non ledano l’identità degli elementi caratteriali. È stato negoziato l’inserimento di elementi nuovi leggeri, contrapposti rispettosamente alla solidità e alla potenza che identificano l’edificio».

Il Magazzino 26 risulta quindi un mix di archeologia industriale e design moderno e si compone di cinque livelli per 42 mila metri quadrati di spazio. Diventerà un grande attrattore culturale transfrontaliero, cui il Ministero dei beni culturali ha destinato un corposo finanziamento.

L’Immaginario scientifico è il primo museo che si trasferisce nel Magazzino 26, destinato ad ospitare nel prossimo futuro nell’ala sinistra anche il Museo del mare, un visitor center per l’accoglienza turistica, gli spazi per l’esposizione di Its, piattaforma mondiale di scouting moda, e infine la raccolta di masserizie degli esuli istriani attualmente al Magazzino 18.

A proposito della progettazione dell’Immaginario scientifico, il direttore Mizzan ha voluto rimarcare l’importanza della collaborazione fra le diverse istituzioni che partecipano all’iniziativa, scientifiche, pubbliche e private, partner senza i quali nulla sarebbe stato realizzabile, ha detto ripercorrendo la storia difficile della collocazione dell’Is, ipotizzata prima al Salone degli Incanti, poi anche all’ex Meccanografico.

Nel nuovo allestimento in Porto vecchio sarà riproposta la sezione “Phenomena” di Grignano, in cui saranno illustrate le caratteristiche dei dieci principali enti di ricerca di Trieste.

Non mancheranno le curiosità, come quella proposta da Saipem che esporrà il primo robot sottomarino e altre tecnologie per l’utilizzo delle risorse energetiche offshore. —


 

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