Referendum, Gabrovec: «Rischio esclusione da Roma per la minoranza slovena»

Gabrovec rilancia l’allarme. Tra i commenti in Consiglio regionale quello di Ghersinich, leghista allineato a Salvini: «Legge votata dal Carroccio»

TRIESTE L'esito del referendum tiene banco anche in Consiglio regionale, dove prevalgono i contrari al taglio dei parlamentari, ma non manca anche chi si è espresso a favore nonostante i propri leader in Friuli Venezia Giulia sostenessero la tesi contraria. È il caso del leghista Giuseppe Ghersinich, fra i pochissimi nel Carroccio regionale a sostenere il Sì dopo lo schieramento opposto assunto da Massimiliano Fedriga. Ma Ghersinich sposa la linea di Salvini: «Penso che questa riforma sia incompleta e certamente non perfetta, ma è un primo passo verso una riforma complessiva che superi il bicameralismo, diversifichi le competenze delle due camere e reintroduca le preferenze, magari attraverso un lavoro congiunto e trasversale come avvenne ai tempi della costituente. Prima di decidermi per il Sì mi ha dato molto da pensare il rischio del venir meno della rappresentanza slovena, ma il partito ha dato libera scelta e la Lega votato questa legge. Il cambio di linea nei vari partiti? Potrei dire che è una sorpresa ma forse non è una sorpresa nella politica italiana».

Furio Honsell (Open) ritiene che «il risultato si sarebbe potuto evitare, se solo le forze progressiste si fossero impegnate, e ora si pone brutalmente sul tappeto la necessità di rileggere e ripensare la rappresentanza». Tema particolarmente caro agli eletti della minoranza slovena, con Igor Gabrovec (Slovenska skupnost) che comprende le ragioni del Sì, «se si considera il clima di antipolitica e insoddisfazione dei cittadini nei confronti della classe politica ad ogni livello: in particolare il parlamento nazionale è percepito come un organo lontano e dispendioso. Purtroppo la conferma referendaria della riforma non porterà a dar risposta alle criticità, bensì lascia spazi ancora maggiori alla discrezionalità dei grandi partiti nazionali e di chi li dirige.

A fronte di un risparmio irrisorio, andiamo a sacrificare la rappresentanza dei territori e delle forze politiche minori, senza migliorare i processi legislativi. Il Fvg ne esce bastonato e a Roma sarà sottorappresentato. La rappresentanza della minoranza slovena, tutelata da norme nazionali e trattati internazionali, rimane penalizzata ancora di più e rischia, a legge elettorale immutata, di rimanere esclusa dal parlamento nazionale». Forte preoccupazione anche nel Patto per l’autonomia. Secondo Massimo Moretuzzo, «il Fvg esce molto male da questa situazione, visto che ci ritroveremo con il 40% di rappresentanti in meno. Non ci resta che aspettare l’esito del percorso sulla nuova legge elettorale. Certo che se il buongiorno si vede dal mattino…». —

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