Ferriera, il pressing dei sindacati: «Corsi per gli ex operai, si acceleri»

Le sigle temono che molti ex addetti dell’area a caldo siano costretti ad attendere troppo a lungo in Cig. La replica di Rosolen: "Partono a metà ottobre"

TRIESTE I sindacati chiedono alla Regione di velocizzare l’iter di riqualificazione professionale degli operai dell’ex area a caldo. I primi corsi di formazione dovrebbero partire entro metà ottobre e coinvolgere inizialmente un lotto di sole 50 persone, a differenza di quanto previsto in origine, su un totale di circa 250 potenzialmente interessate.

Proprio quest’ultimo punto attira le maggiori perplessità delle rappresentanze dei lavoratori: il timore è che il percorso durerà complessivamente mesi e mesi, sottointeso di cassa integrazione. A questo proposito, non si sa ancora quanti cassintegrati saranno esclusi dalla formazione, traducendosi di fatto in esuberi. Queste le principali novità emerse dal tavolo che ieri, nella sede di Confindustria, ha visto protagonisti segreterie sindacali, Rsu e vertici di Arvedi. «Si inizia a entrare nel merito delle questioni – riferisce Antoniò Rodà (Uilm) – a partire dal processo di esternalizzazione da Siderurgica Triestina verso la newco Logistica Giuliana. Abbiamo chiesto garanzie su continuità di salario, inquadramento e livelli contrattuali. La discussione si chiuderà nei prossimi giorni ed entro il 2020 il tutto dovrebbe prendere forma».


Quanto ai corsi, bisogna capire «quando partono gli investimenti sul laminatoio – prosegue Rodà –: senza quelli, non può iniziare una formazione mirata. Vogliamo anche ulteriori corsi, per far rientrare nel calendario tutti i lavoratori oggi cassintegrati». Pure Cristian Prella (Failms) sottolinea «l’esigenza di velocizzare il percorso formativo. Chiederemo un incontro con la Regione, voluto in sostanza da tutte le sigle». Sasha Colautti (Usb) a sua volta ritiene «necessario ampliare il più possibile la fruibilità dei corsi, a garanzia delle rotazioni previste». La volontà di un incontro con la Regione è esternata anche da Marco Relli (Fiom): «Ogni corso dura dalle 200 ore in su. La maggior parte delle quali in affiancamento, ma in regime di cassa integrazione. Non si può lavorare un mese così. Se poi si formano 50 persone alla volta, i tempi si allungano, e gli altri intanto restano a casa».

Nel frattempo non si aprono spiragli per aumentare il valore della buonuscita (28.200 euro lordi pro capite, con margine per eventuali trattative individuali, secondo fonti sindacali) sul fronte dei prepensionamenti volontari, l’altro grande tema sul piatto di ieri. Ad alzare la voce in particolare è la Fiom, fuori dal coro rispetto alle altre sigle, che ritengono invece si stiano rispettando positivamente le previsioni dell’accordo di programma. «Interlocuzioni non ufficiali – afferma ancora Relli – avevano lasciato intravedere apertura a una differenziazione in base all’anzianità di servizio. Invece il computo è rimasto fisso». Per Thomas Trost, Rsu Fiom, ciò è addirittura «insoddisfacente. È iniquo paragonare chi si è fatto 30 anni di lavoro in Ferriera a chi ne ha alle spalle tre o quattro». In attesa che si definisca l’incontro con la Regione, la prossima riunione nella sede di Confindusrtria è in agenda il 29 settembre. Sul tavolo anche l’esternalizzazione della centrale elettrica.

Il giorno successivo l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen risponde: "I primi quattro corsi di formazione per riqualificare i lavoratori dell'ex area a caldo partiranno a metà ottobre e coinvolgeranno 51 persone. Dureranno tra le 200 e le 250 ore e avranno una percentuale che oscilla tra il 70% e l'80% di affiancamento a lavoratori già esperti, mentre le ore rimanenti (20%-30%) saranno dedicate ad attività in aula. Quindi, ci sarà una parte prevalente di pratica ma anche una componente non marginale di teoria". Sono quattro i profili che verranno formati, in accordo con Arvedi: pulpitisti specialisti, manutentori, movimentatori e una quarta figura ibrida, intermedia tra le specializzazioni sopra indicate. "Dalla data della sottoscrizione dell'Accordo di Programma - ha commentato Rosolen - la Regione ha bruciato le tappe e interpretato un ruolo proattivo per concordare e avviare i corsi. Cogliamo l'occasione per annunciare che lunedì 28 settembre si terrà un nuovo incontro finalizzato a definire il numero esatto delle ore per i singoli corsi". —


 

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