Coop operaie, all’asta gli ultimi immobili: sede di via Caboto in vendita per 4 milioni

Otto beni da “piazzare”: i prezzi-base valgono in tutto 5,4 milioni. Il più importante è l’ex centro direzionale con magazzino

TRIESTE Otto immobili delle Cooperative operaie, due a Trieste e sei nella Destra Tagliamento, vanno sul mercato: l’asta, che avrebbe già dovuto tenersi nella scorsa primavera ma che venne rinviata causa Covid, è stata bandita dal liquidatore giudiziale, avvocato Maurizio Consoli, come si evince dal sito e dalla pubblicazione degli avvisi riguardanti i beni triestini sul “Piccolo”.

La somma dei prezzi di base ammonta a 5,4 milioni di euro: il pezzo forte dell’operazione è il compendio triestino di via Caboto, formato da un magazzino e da un centro direzionale, offerto a quattro milioni di euro. Consoli aspetta che gli interessati, su “supporto analogico” o per via telematica, facciano avere le loro proposte entro il mezzogiorno di giovedì 15 ottobre. La vendita degli asset avverrà il giorno seguente, a differenti orari, nello studio dell’avvocato in via del Coroneo. Nel caso si affaccino più offerte, si procederà da quella più alta con rilanci da cinquemila euro. Consoli si riserva comunque di valutare proposte a prezzi inferiori. Il professionista ha fatto inoltre sapere di non ritenere opportuno rilasciare dichiarazioni in questa fase.


La partita concerne gli immobili residui del concordato preventivo datato 2014, quelli che non è stato ancora possibile collocare. Il liquidatore, avvalendosi di quanto previsto dal piano concordatario, ha indicato nei bandi prezzi-base che sono metà di quelli riportati nelle perizie eseguite nel 2015 dai tecnici valutatori Antonino Papa, Silvano Purinani, Armando Sansone e Tommaso Scocco. Da allora l’andamento del mercato non è certo migliorato e la “procedura” cerca probabilmente di allettare l’investitore partendo da prezzi vantaggiosi.

Come si diceva, due sono i beni situati a Trieste. Oltre al compendio di via Caboto, c’è il locale commerciale di via Flavia 5 offerto a 225.000 euro: 243 mq di superficie di vendita e di 185 mq di magazzino. Ma, naturalmente, l’attenzione verte sul magazzino-centro direzionale, che in termini di valore rappresenta quasi i 4/5 dell’asta del 16 ottobre. Un articolo, per ragioni dimensionali e finanziarie, non facile da piazzare. Il magazzino si sviluppa su due piani e il centro direzionale su quattro livelli. Metratura ingente: 15.000 mq di magazzino, 3.600 mq di uffici, 5.500 mq di piazzale scoperto. Una parte del pianoterra è affittato con un canone annuo di 55.000 euro e ha scadenza contrattuale al 28 febbraio 2021. Il compendio è ubicato all’interno del Sito inquinato di interesse nazionale (Sin). Il rapporto dei valutatori informa che il nucleo originario risale al 1967, ha avuto un condono nel 1985, una ristrutturazione nel 1991. Le Cooperative operaie lo acquistarono nel 2000 dal Gruppo tessile giuliano di Giorgio Del Sabato: dal punto di vista “storico” presidente delle Cooperative era allora Franco Bosio, presidente dell’Ezit - che aveva competenza sull’area - era Roberto Cosolini. La compravendita fu curata dal notaio Giovanni Pisapia.

Cinque anni fa i tecnici stimarono che il valore del compendio fosse di otto milioni, di cui - più o meno - sei attinenti al magazzino e due alla palazzina uffici. E comunque - avvertiva la relazione - il mercato immobiliare era già allora in fase riflessiva.

Per quanto concerne i beni della Destra Tagliamento, essi si trovano a Pordenone, Spilimbergo, Roveredo in Piano, Aviano. Due dei sei afferiscono all’immobiliare Cotif, che era controllata dalle Coop operaie. Quattro sono locali commerciali (due a Pordenone, uno a Spilimbergo, uno a Roveredo), uno contiene uffici (Aviano), uno ospita un auditorium (San Quirino). La quotazione più robusta riguarda i 515.000 euro del supermarket di Roveredo. —


 

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