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Crisi alle Torri di Trieste, fatica anche la ristorazione. Birrerie e McDonald’s accorciano gli orari

Clienti in calo per effetto della “fuga” dal cinema. Fast food chiuso al pomeriggio. Old Saloon e Paulaner si alternano

2 minuti di lettura
Tavoli vuoti al McDonald’s 

TRIESTE La crisi innescata dal lockdown e dall’emergenza Covid non risparmia le Torri d’Europa. Lo dimostra la fase di difficoltà attraversata in questo momento da uno dei settori finora più floridi del centro commerciale di via D’Alviano: quello della ristorazione.

Quegli stessi locali al terso commerciale che, in passato, avevano dimostrato di essere molto attrattivi, a differenza di tanti negozi via via costretti a chiudere, ora si trovano di fatto ad annaspare. Colpa, prima di tutto, della scarsa affluenza di spettatori nell’attiguo cinema multisala, da sempre calamitatore di clienti che, prima o dopo un film, erano soliti fermarsi a mangiare una pizza o una piadina, bere una birra o anche solo mangiare un gelato. Abitudini che ora, alla luce dei cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria, si stanno inevitabilmente perdendo o comunque ridimensionando.

E così i due principali ristoranti presenti al piano, l’OId Saloon e la birreria Paulaner, sono costretti a restare aperti ad orari alterni. Allo stesso modo il McDonald’s, solitamente aperto con la formula dell’orario continuato, ha scelto di abbassare le serrande al pomeriggio. «È vero - spiega Alberto Miani, il proprietario di Old Saloon e Palulaner - allo stato attuale sono costretto ad alternare nell’operatività i due locali fra pranzo e cena, in base alle esigenze del caso. Dopo le chiusure imposte dal Covid stiamo facendo un po’ di fatica - prosegue - ma per noi è già un punto d’onore essere riusciti a ripartire. Eventualità che non era affatto scontata».

La speranza di chi lavora alle Torri d’Europa è, in definitiva, quella di riuscire a imprimere a breve il cambio di rotta. I riflettori ovviamente sono tutti puntati sul The Space Cinema. «Stiamo vivendo alla giornata - prosegue Miani - e per non mandare a casa nessuno abbiamo anche anticipato la chiusura dei ristoranti di mezz’ora alla sera, oltre ad aver deciso di alternare le aperture fra pranzo e cena, ma la nostra speranza è che prima o poi il multisala torni a riempirsi, anche se ci rendiamo conto che il ritorno ad un'affluenza uguale a quella precedente al Covid, allo stato attuale è molto difficile per un centro commerciale».

Di certo nessun esercente alle Torri d’Europa ha intenzione di gettare la spugna. «Nessuno ha intenzione di chiudere - ci tiene a sottolineare il direttore del centro commerciale, Stefano Minniti - dobbiamo solo cercare di tenere duro un paio di mesi. Sono convinto che tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, in concomitanza con l’avvicinarsi del Natale, potremmo tornare ritornare a pieno regime».

La sfida, insomma, lanciata nei mesi scorsi, con la lenta riapertura degli spazi commerciali dopo la quarantena, alle Torri d’Europa non la si vuole perdere. «La dimostrazione del fatto che noi ci crediamo - conclude Minniti - è data dal dall'apertura di una nuova farmacia all'interno del centro, al posto di quella già presente a Ponziana. Alla quale presto farà seguito un'altra».

Il tutto in attesa di un piano di rilancio strutturato, già impostato lo scorso autunno e poi interrotto proprio a causa dello scoppio della pandemia. Per portarlo avanti, però, serve una politica comune, che mal si concilia con il regime di multiproprietà esistente nel complesso commerciale. Lo stesso che, nel corso degli anni passati, ha visto le realtà proprietarie di spazi e muri presenti all’interno del polo di via D’Alviano, attivare le più svariate politiche di locazione. —


 

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