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Riapre l'Università di Trieste, posti in aula prenotati via app

Tra le novità, gli studenti dovranno indossare la mascherina anche all'aperto

2 minuti di lettura
Candidati con mascherina addosso in attesa della registrazione prima di poter accedere all’Università di Trieste per effettuare il test di ammissione a Medicina, lo scorso 3 settembre. Foto di Andrea Lasorte 

TRIESTE Pronti a ripartire, con regole rigide, da rispettare con la massima attenzione, ma decisi a ricominciare tra lezioni ed esami.

Mascherine indossate sempre all’interno, e nelle prime settimane anche all’esterno dell’ateneo, ingressi scaglionati, numero di accessi incrementato, prenotazioni per le aule studio e per le lezioni, attraverso la app #safety4all, e una lunga serie di disposizioni per studenti e docenti. L’Università di Trieste comunica ufficialmente le linee guida per il primo semestre dell’era Covid, dieci pagine pubblicate online su units.it oltre all’invito a tutti, rinnovato dal rettore Roberto Di Lenarda, a scaricare la app Immuni.

Tutti gli studenti dovranno compilare il modulo di autorizzazione all’accesso al comprensorio dell’ateneo, che servirà anche alla prenotazione delle lezioni.

Entrate e uscite saranno scaglionate utilizzando tutte le porte presenti, con percorsi diversi. Il docente arriverà ad aula piena e con gli studenti già seduti nelle postazioni.

Le stanze saranno occupate dallo stesso gruppo di ragazzi per l’intera giornata oppure da due gruppi diversi, uno alla mattina e uno al pomeriggio.



L’ingresso in aula sarà solo su prenotazione attraverso l’app, all’entrata i ragazzi dovranno inquadrare il QR code presente sulla segnaletica collocata accanto alle porte, che conteggerà i posti occupati e darà indicazione su quelli residui e disponibili. Gli studenti occuperanno solo le postazioni evidenziate dal bollino bianco, fruibili secondo il calcolo del distanziamento. I giovani dovranno prenotare anche le aule studio. Tutti potranno decidere in autonomia quest’anno se frequentare in presenza o a distanza.

Su ogni porta saranno affissi poster con le regole e cartelli che invitano anche all’igienizzazione delle mani e all’uso della mascherina. E poi segnaletica a terra, ovunque flaconi di gel, su cattedre e nei corridoi, e ancora a disposizione carta per la detersione e disinfettante nel caso ci siano attrezzature condivise come schermi e tastiere.

Saranno riaperte tutte le sale studio dell’ateneo. Per rispettare il distanziamento gli ambienti saranno occupati per circa il 50% della capienza massima. Le sedie in eccesso saranno eliminate. La mensa avrà le stesse regole degli altri spazi, con diversi turni, per consentire agli studenti di usufruire del servizio quotidiano, senza creare affollamenti.

Nelle aule la mascherina è obbligatoria. E per il momento anche fuori. Nel caso il docente sia a più di 4 metri dagli studenti e dentro stanze aperte con ventilazione verso l’esterno, potrà toglierla per il tempo strettamente necessario a svolgere la propria lezione e dovrà comunque correttamente indossarla durante i momenti di interruzione. Nel caso in cui ragazzi o professori ne fossero sprovvisti, le mascherine saranno disponibili nelle portinerie. Nelle pause gli studenti dovranno rimanere in aula.

I professori non sono responsabili delle modalità di accesso o del controllo dell’occupazione dei posti a disposizione. Saranno chiamati invece a verificare il comportamento degli studenti in relazione alle indicazioni sull’uso della mascherina e sul distanziamento. Se necessario dovranno comunque invitare i ragazzi a evitare assembramenti.

I giovani saranno tenuti ad avvisare il docente se si verificheranno sintomi improvvisi, respiratori o simili all’influenza. A quel punto il professore chiederà allo studente di lasciare l’aula, ricordando sempre che l’accesso ai locali dell’ateneo prevede l’autocertificazione di assenza di sintomatologie specifiche.

L’applicazione #safety4all consente, in forma anonima, il conteggio degli studenti, necessario soprattutto a fini sanitari, per il tracciamento delle presenze. —


 

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