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A Trieste Palazzo Dreher torna visibile: si comincia da via Canal Piccolo

La parte di palazzo Dreher senza ponteggi in via Canal Piccolo.

A metà ottobre addio ai ponteggi anche sulle vie Cassa di risparmio e San Nicolò. Un lavoro da 2,1 milioni, durato 34 mesi. Imminente l’avviso per affittare gli spazi

TRIESTE A metà ottobre, salvo (ulteriori) imprevisti, palazzo Dreher sarà completamente “liberato” dai ponteggi che per 34 mesi, a partire dal 12 gennaio 2018, hanno ombreggiato via Cassa di risparmio. Intanto un primo lato del grande edificio è stato quasi ripristinato, è quello che si affaccia su via Canal Piccolo, dirimpetto alla proprietaria Camera di commercio: è visibile la lapide che ricorda il 1928, l’anno in cui l’architetto Gustavo Pulitzer Finali aveva concluso la trasformazione dello stabile - nato per mangiare e bere - nella sede della “nuova Borsa”.

Via le impalcature da Canal Piccolo; pittura in via di ultimazione su Cassa di risparmio e San Nicolò; restaurati da Opera Est fregi-risalti-sporgenze; sostituiti tutti i serramenti con strutture lignee analoghe; “ringiovaniti” i finestroni alti 5 metri del Museo commerciale anch’essi osservabili da Canal Piccolo. Il sommario della ristrutturazione, seguita da Lorenzo Gasperini, rende palazzo Dreher uno dei più importanti cantieri del centro triestino.


Lo si vede anche dal conto finale: 2,1 milioni di euro rispetto agli 1,8 preventivati. Sulla lievitazione dei prezzi hanno inciso vari fattori, compreso l’ormai immancabile effetto Covid, che ha inciso anche sulle tempistiche: a febbraio si pensava di finire il lavoro riqualificativo entro il 30 aprile, per cui lo slittamento data più o meno 5 mesi.

Il presidente dell’ente camerale, Antonio Paoletti, è comunque soddisfatto di una valorizzazione architettonica e immobiliare importante: annuncia che a breve piazza della Borsa pubblicherà un avviso all’attenzione degli interessati ad affittare gli spazi interni.

E che spazi: 7.000 metri quadrati spalmati sugli 8 livelli che compongono il palazzo voluto agli inizi del Novecento dal birraio boemo Theodor Dreher, progettato dallo studio viennese Bressler & Wittrisch. Negozi, uffici, appartamenti, b&b: come previsto già nella primavera 2019, quando la Camera, dopo tre esperimenti d’asta andati a vuoto, decise di mettere a reddito l’edificio. Il secondo, il quarto, il quinto piano si estendono per oltre mille mq.

In realtà palazzo Dreher venne messo sul mercato perché la legge Madia imponeva al mondo camerale la cessione dei cespiti non strettamente necessari al funzionamento degli enti: ma il profilarsi di un deprezzamento dell’immobile, inizialmente quotato 11 milioni, consigliò una correzione di rotta.

È quantomeno probabile, secondo fonti camerali, che l’avviso di Paoletti conterrà anche i due prestigiosi bonbon del palazzo: la sala delle corbeilles, dove una volta avvenivano le contrattazioni borsistiche, e la terrazza panoramica, anticamente adibita a roof restaurant. Fuori mazzo il Museo commerciale, che proseguirà la sua attività.

Palazzo Dreher entrò in azione nel 1910: sale di ristorazione, sale per le feste, abitazione del gestore, alloggi del personale. A Trieste fu la più grande struttura privata aperta al pubblico. Il periodo dorato si concluse nel primo Dopoguerra e nel 1926 il Consiglio provinciale dell’economia corporativa (alias Camera di commercio) acquistò l’edificio per farne la nuova sede della Borsa Valori. —


 

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