Trieste, i 70 anni fra i vestiti in bottega di Nistri accogliendo Welles, Cardinale e Bramieri

Carlo Nistri all’interno del suo negozio di abbigliamento di via Timeus

Uno dei decani del commercio triestino iniziò a lavorare giovanissimo nel settembre 1950. Molti, nel tempo, i clienti vip 

TRIESTE Con Renzo Montagnani, sulla base della comune toscanità, il rapporto era particolarmente cordiale. Nel negozio di Cavana passava anche Gino Bramieri «sia magro che grasso». Provenienti dall’ex Jugoslavia, che nei decenni 60-70 ospitava molte riprese cinematografiche, furono clienti Gian Maria Volontè e persino il massiccio Orson Welles. Assai probabile l’apparizione di un giovane Clint Eastwood, sulla quale preferisce comunque non metterci la mano sul fuoco. Il ricordo più bello resta quello di una splendida Claudia Cardinale, «ma la sua controfigura era addirittura più bella».

È nato a Campi Bisenzio tra Firenze e Prato, dove ebbe i natali anche quel Pietro Biagioli che fece qualche partita nel Padova “catenacciaro” di Nereo Rocco. Classe 1936 quindi 84 anni portati con lo spiritaccio della terra originaria, Carlo Nistri è uno dei decani del commercio triestino e proprio in questi giorni ha festeggiato i 70 anni di milizia in bottega. Perché la cominciò nel 1950, quando Trieste era sottoposta al Governo militare alleato. Reduce da uno scivolone scolastico, il giovanissimo Nistri capì in quel negozio di via Timeus, condotto dallo zio Raffaello Mugnaioni, che l’abbigliamento gli sarebbe stato più confacente della noia da studio. Mugnaioni: teniamo a mente questo nome, perché la vita di Carlo s’innesta in questa dinastia tessile. O meglio, anche tessile, perché il nonno Mugnaioni aveva ottenuto, al termine della Grande Guerra, una concessione per il recupero di materiali bellici nel Carso, dal ferro agli stracci. Per la verità aveva cominciato a commerciare già nella natìa Toscana, poi ampliò il raggio d’azione nell’italianizzata Venezia Giulia.


Torniamo al giovane Carlo, che quell’estate 1950 fece tappa tra le varie “filiali” degli zii Mugnaioni e, dopo un viaggio non privo di difficoltà, approdò a Trieste. «Mi piacquero la città e le ragazze – sorride – un modo di vivere diverso rispetto a quello della provincia toscana».

L’apprendistato in via Timeus durò giusto quattro anni e nel 1954 zio Raffaello aprì il negozio in via San Sebastiano, alle porte di Cavana, e fu il diciottenne Carlo a presidiarlo. Abbigliamento maschile e da un certo momento i jeans: «Mi è sempre piaciuto venderli, mi ritengo un precursore del prodotto ma non un jeansinaro – puntualizza –. Vendevamo i marchi di punta, soprattutto i Rifle che venivano fabbricati da un’azienda gestita da parenti». Dal ’54 all’85 visse le fortune di una stagione commerciale trainata dai marittimi, che sbarcavano in porto, e dalla clientela jugoslava. A metà anni Ottanta si concentrò sull’esercizio di via Timeus, dove oggi lavorano anche i due figli maschi. Da quell’esordio del 1950 molta acqua è passata sotto i ponti della moda maschile: «Ormai il casual si è imposto sul classico, giacca e cravatta sono tramontate, noi teniamo duro perché c’è una tradizione familiare da coltivare». «Il negozio tradizionale – conclude Carlo Nistri – riesce a malapena a difendersi, la nostra è una bottega storica che in quanto tale possiede ancora una sua attrattività. Ma non so se il futuro sarà tanto roseo: i fabbricanti vendono sia a noi che all’e-commerce, di cui finiamo con l’essere una sorta di vetrina involontaria». Ma il signor Carlo non si rassegna: acchiappa alcune paia di pantaloni e riprende a solcare il suo negozio, finché c’è clientela c’è speranza. —


 

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