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Termina l’odissea dell’ex hotel Obelisco: aggiudicato all’asta per quasi due milioni

Il rudere dell’ex hotel Obelisco: con l’aggiudicazione di mercoledì 16 settembre per la storica struttura di Opicina si aprono orizzonti di rilancio dopo una lunghissima parentesi in stato di abbandono

Venduta dal Tribunale di Milano la storica struttura di Opicina in disarmo da decenni. Top-secret l’identità del compratore 

TRIESTE L’ex hotel Obelisco di Opicina è stato venduto all’asta del Tribunale di Milano ieri per un milione e 765 mila euro: una vecchia gloria della Trieste asburgica trova così un acquirente dopo essere rimasta per un decennio sul mercato, erodendo progressivamente il proprio valore.



Resta il mistero, almeno per ora, sull’identità del vincitore dell’asta: ha dovuto ritirarsi infatti il terzetto di Gabriele Ritossa, Alessandro Pedone e Alberto Diasparra, soci paritari della Ferret, che aveva vinto provvisoriamente l’asta di febbraio. «I rialzi hanno superato il nostro tetto e ci siamo ritirati - commenta Ritossa -, non si può rilanciare sempre. L’Obelisco ci interessava ma era uno tra i tanti siti in Italia a cui guardiamo».


Il 27 febbraio scorso l’Obelisco era stato aggiudicato alla Ferret, al prezzo-base di un milione e 125 mila euro, più o meno un quarto della quotazione stimata nel 2010. A dispetto del deprezzamento, l’esito aveva comunque aperto uno spiraglio sul futuro dell’area, a 35 anni dalla chiusura e dopo un decennio di aste andate a vuoto.



A quel punto però un misterioso nuovo offerente fece una nuova offerta (un milione e 237.500 euro) avvalendosi dell’articolo 107, comma 4, della Legge fallimentare, in seguito della quale i curatori sospesero l’asta: poi è arrivato il Covid e il destino dell’Obelisco è finito nel congelatore fino a ieri, quando un acquirente molto deciso, forse proprio colui che aveva guastato la festa di Ferret a fine febbraio, con il suo rilancio, si è accaparrato le sterminate rovine dell’antico hotel dell’altipiano. A partecipare all’asta erano in tre: due online e uno fisicamente presente. Di solito quando un acquirente si presenta di persona all’asta è segno del suo interesse per il bene: infatti il vincitore finale è stato proprio quell’acquirente.

Commenta Ritossa di Ferret: «È giusto porsi dei limiti, noi abbiamo seguito i rialzi fino a un milione e 740 mila, poi basta. Ci eravamo imposti questo tetto». Quanto all’identità del compratore, l’imprenditore triestino commenta: «Non so chi sia, ma penso che non si tratti di uno speculatore. Per come si è mosso durante tutta l’operazione, per la sua presenza fisica a Milano, immagino sia un investitore con un progetto e dei fondi a disposizione. Si è mosso molto bene, ha usato l’articolo 107 per far scendere l’asta e poi risalire. Complimenti». Resta qualche rammarico: «Per mesi non abbiamo saputo nulla dal Tribunale di Milano riguardo quest’asta e, per quanto sia sicuro che tutto è stato fatto secondo le regole, dico peccato».



A un prezzo simile l’ex hotel Obelisco è un affare. Le prime menzioni della struttura, una locanda, risalgono alla fine del ’700. Ma è dagli anni ’70 del secolo successivo che il Grand Hotel Obelisque diventa una meta di villeggiatura, tanto per la borghesia triestina e imperiale, quanto per viaggiatori di passaggio. È fatto noto che in una stanza della locanda il dotto esploratore britannico sir Richard Francis Burton abbia tradotto in inglese “Le mille e una notte”.

Distrutto alla fine della Seconda guerra mondiale, l’hotel riapre i battenti negli anni ’50, fino al grande rilancio 20 anni dopo, grazie a un avveniristico progetto firmato da Gae Aulenti. Ma il prestigio non basta e nel 1985 anche l’ultima proprietà, la Gladstone, fallisce. Dal 2010 il terzetto dei curatori fallimentari, Patrizia De Cesari, Giorgio Canova e Andrea Carlo Zonca, tenta di piazzare all’asta il bene, senza successo. Nel 2015 il nuovo Piano regolatore varato dalla giunta Cosolini ha anche reso più gustoso il piatto, concedendo un appezzamento da 8.500 metri quadrati edificabili in più nel bosco retrostante all’albergo. Un vantaggio di cui il nuovo proprietario, qualunque sia il suo progetto, potrà ora avvalersi. Commenta il sindaco Roberto Dipiazza: «Chiunque sia, complimenti. È un punto di valore della città che va ad aggiungersi agli altri che stiamo riqualificando». —


 

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