Slovenia in crisi da Covid-19, ora mancano i posti letto

Un reparto per la cura del Covid-19 all’ospedale di Lubiana

I contagi continuano a ritmo elevato e le strutture sanitarie non reggono l’impatto. Il problema del pagamento dei tamponi. Si attendono ancora più ricoveri

LUBIANA Aumentano i tamponi e aumentano anche i nuovi contagi nelle ultime 24 ore in Slovenia che oggi, mercoledì 16 settembre, arrivano a quota 82. La situazione resta, dunque, complicata anche perché il sistema sanitario inizia a difettare di posti letto a causa dei nuovi ricoveri da Covid-19.

Diciassette contagi sono stati confermati a Lubiana e 11 a Maribor. Tre o meno casi sono stati confermati nei restanti comuni della Slovenia. «Il virus rimane diffuso in tutto il Paese e continua a diffondersi attraverso le trasmissioni locali. Siamo preoccupati che una percentuale significativa di malati non sia ancora in grado di spiegare dove possa essere stata infettata, rendendo molto difficile il lavoro dei nostri epidemiologi», ha sostenuto il portavoce del governo Jelko Kacin.

Questi ha aggiunto che i focolai della rapida diffusione dei contagi sono stati principalmente feste, picnic, celebrazioni di anniversari e funerali. «Ancora una volta, quindi, esorto tutti i cittadini e il resto della popolazione a rispettare le restrizioni alle riunioni. Solo in questo modo potremo limitare la diffusione del contagio», ha detto il portavoce del governo.



La prima ripercussione su una tale situazione epidemiologica è la diminuzione dei posti letto disponibili. Il Paese sta attualmente esaurendo i letti nelle unità di terapia intensiva per i pazienti con Covid-19. «Ci stiamo preparando per la possibile attivazione del quarto ospedale per l'accoglienza dei pazienti Covid - ha spiegato Kacin - un mese fa, poche persone avrebbero potuto prevedere tali numeri», spiegando che la riorganizzazione del Centro medico universitario di Lubiana è già iniziata per adattarsi alla situazione attuale.

«La clinica di infettivologia si sta adattando in modo particolare, alcuni reparti si stanno spostando in altre località intorno a Lubiana», ha ancora precisato il portavoce lanciando poi un ulteriore grido di allarme: «Dobbiamo essere pronti a ricevere un numero significativamente maggiore di ricoveri da Covid-19 anche in rianimazione la prossima settimana».



Ma ci sono anche problemi legati ai pagamenti ai medici dei test effettuati per il coronavirus da parte della sanità pubblica. Kacin ha però ribadito che tutti i centri sanitari e gli ospedali che non hanno ancora ricevuto il pagamento per i test primaverili per il Covid-19 riceveranno i pagamenti entro il 21 settembre. Ha invitato tutte le istituzioni sanitarie a organizzare il lavoro in modo che un medico possa essere sempre disponibile e possa indirizzare un cittadino con un sospetto di contagio al tampone.



Comunque giovedì il governo dovrebbe varare nuove norme più restrittive, sostenendo una più stretta sorveglianza da parte dei servizi di ispezione. «Probabilmente sarà decisa una riduzione dell'orario di apertura dei bar - ha concluso Kacin - la logica è che un po' più tardi nella notte si può bere di più e poi socializzare a una distanza leggermente più breve. Tutti questi sono rischi che possono essere evitati». —

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