Estate “sold out” per il Pedocin di Trieste nonostante code e limitazioni

Code all’ingresso del Pedocin in una giornata di sole in agosto

Da giugno a inizio settembre accolti complessivamente 65 mila bagnanti, cioè la capienza massima consentita dalle regole anti-Covid. Tuffi fino a fine mese

TRIESTE Tempo di bilanci per il mitico Pedocin. Lo stabilimento di Riva Traiana ha registrato quasi 65 mila ingressi dal primo giorno di giugno al primo di settembre, tra lato maschile e femminile. Come sempre la presenza delle donne è stata prevalente, anche se il dato è complessivo, senza distinzioni tra i due tratti di spiaggia, divisi dallo storico muro.

I numeri quindi restano elevati, ma ben diversi dagli anni scorsi. Nell’estate del 2019, ad esempio, solo tra giugno e luglio, erano stati staccati quasi 85 mila ticket. Quest’anno però la capienza è stata limitata a causa delle restrizioni imposte dall’allarme Covid: per rispettare il distanziamento tra i bagnanti, infatti, è stati necessario rivedere e contenere gli spazi. I 65 mila biglietti staccati, quindi, corrispondono di fatto al tutto esaurito.


Il Comune intanto conferma che lo stabilimento sarà aperto tutto l’anno e annuncia che è già iniziata la pianificazione della stagione 2021, con una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

«Siamo partiti a giugno con una situazione anomala. Secondo le misure di sicurezza in vigore avremmo potuto far entrare solo 150 donne e 75 uomini, impensabile – ricorda l’assessore comunale al Patrimonio Lorenzo Giorgi – poi, con una nuova misurazione del perimetro, siamo passati rispettivamente a 300 e 150, aumentati poi a 350 e 175, dopo un’ulteriore verifica con il responsabile della sicurezza del Comune».

Le lunghe file segnalate più volte durante i mesi scorsi, non hanno scoraggiato i fruitori più affezionati, pazientemente fermi fuori anche nelle giornate più afose, pur di non rinunciare all’amato spazio.

Oltre ai tanti triestini, anche parecchi turisti, soprattutto italiani, hanno fatto tappa allo stabilimento, incuriositi dalla storia dell’area e della particolarità della divisione tra i sessi.

«Gli uomini in realtà non hanno mai dovuto attendere, varie volte invece dalla parte femminile si è verificato il tutto esaurito -prosegue Giorgi- con un’attesa necessaria all’esterno. Procedure velocizzate settimana dopo settimana, anche perché siamo riusciti a evitare quella sanificazione a metà giornata, inserita inizialmente, che comportava l’uscita di tutti. Grazie al rispetto delle regole da parte della gente e all’uso della mascherina durante gli spostamenti, è stato possibile effettuare le pulizie in corsa».

E il Pedocin resterà aperto anche dopo il 30 settembre, data in cui si chiuderà però la balneazione.

«Non si potrà quindi fare il bagno, ma gli altri servizi saranno sempre garantiti, anche per i mesi successivi. Inoltre abbiamo già programmato alcune risorse per acquistare nuove panne, in sostituzione di quelle vecchie, attualmente posizionate. Alcuni fondi serviranno anche a comprare nuove sedie, quelle con le grandi ruote in gomma, per favorire l’accesso in acqua alle persone con disabilità motorie. Parte del budget che sarà stanziato servirà poi ad assicurare l’utilizzo dei bagni tutto l’anno e per eliminare alcune porte danneggiate, che andranno sostituite, considerando però i vincoli presenti. E poi ci sono anche le opere di manutenzione ordinaria. L’ obiettivo è di concludere tutti i lavori entro il primo maggio 2021, giornata di apertura della stagione». —


 

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