Coronavirus, a Trieste nuovi contagi in un’altra casa di riposo, a Fernetti 13 positivi

Due infetti, un ospite e un’operatrice, nella residenza Albertina di via Coroneo. Quattro casi ancora nella struttura sull’altipiano. In Fvg 39 malati in più in 24 ore 

TRIESTE Una seconda casa di riposo triestina infettata dal coronavirus, l’aumento dei contagiati nella residenza per anziani Hotel Fernetti e un focolaio scoppiato in un’azienda friulana, mentre i nuovi positivi salgono in Friuli Venezia Giulia di altre 39 unità. Il bilancio registrato ieri porta il calendario indietro di qualche mese. Le persone in terapia intensiva si contano fortunatamente sulle dita di una mano e il numero di ricoverati è ampiamente sotto il livello di guardia, ma il Covid-19 ha rialzato la testa e le decine di nuovi casi ripercorrono il trend alla primavera.

Il quadro non rassicura, con l’anno scolastico alle porte e un numero sempre più frequente di focolai attivi. Ma a colpire al momento è soprattutto il nodo degli ospizi, che rischiano di tornare nervo scoperto dell’emergenza. Come annunciato dalla Regione, «a seguito della attività sistematica e periodica di controlli del Dipartimento di prevenzione presso le residenze, sono risultate positive due persone della residenza polifunzionale Albertina». Si tratta di un uomo di 95 anni e un’operatrice, che fanno della struttura di via Coroneo (nella foto Lasorte) la seconda a segnare il ritorno del Covid fra le proprie mura.



A inaugurare il triste conteggio è stato nei giorni scorsi l’Hotel Fernetti, che ieri ha visto l’identificazione di altri quattro casi di positività, dopo la ripetizione di alcuni tamponi incerti sui circa cento effettuati giovedì fra sessanta ospiti e quaranta sanitari. Dopo i primi nove casi, risultano ora positivi un secondo operatore (in isolamento domiciliare) e altri tre ospiti: gli anziani infettati sono in maggioranza asintomatici ma risultano tutti trasferiti alla rsa San Giusto, che a Trieste è al momento l’unico reparto espressamente dedicato al coronavirus. Nel caso del dipendente è anche partito il lavoro di tracciamento, per procedere all’isolamento di possibili contatti contagiati.

L’Hotel Fernetti è stata una delle strutture più colpite durante la prima fase della pandemia, quando si erano riscontrati una quarantina di casi: il nuovo focolaio riguarda ora undici pazienti e due operatori, la prima dei quali è una donna balcanica che ha manifestato sintomi, innescando i controlli a tappeto. Una sanitaria sarebbe all’origine anche del contagio della Albertina: si alza allora l’attenzione sui dipendenti delle case di riposo, tanto più con l’anno scolastico agli esordi. Dopo le polemiche di questi giorni con i sindacati, il vicepresidente Riccardo Riccardi non vede falle nel sistema, ma solo i rischi connessi purtroppo all’insidiosità del virus: «Oggi siamo in una situazione diversa dai mesi scorsi e gli operatori fanno tutti il tampone a cicli regolari di una decina di giorni, ma può succedere che un test risulti negativo e un soggetto magari asintomatico si positivizzi dal giorno dopo». Se succede, il contagio degli anziani è la conseguenza successiva.



Lo stesso Riccardi fa sapere che ieri il sistema ha conteggiato 39 nuovi contagiati, per un totale di 4.112 da inizio epidemia: 1.532 a Trieste (+5), 1.321 a Udine (+13), 915 a Pordenone (+16) e 331 a Gorizia (+5), cui si aggiungono 13 persone da fuori regione. I pazienti attualmente alle prese col coronavirus in Fvg sono 593, ma solo due sono in terapia intensiva (-1) mentre sono 18 i ricoverati in altri reparti (+1), destinati ad aumentare non appena saranno aggiornati i dati relativi ai focolai nelle case di riposo triestine. Se i decessi sono fermi a 349, i totalmente guariti ammontano a 3.170, i guariti in attesa di negativizzarsi a sette e le persone in isolamento a 566. Sebbene molti siano gli asintomatici e i casi non gravi siano la stragrande maggioranza, è un fatto che i contagi abbiano ripreso a correre: nei sette giorni precedenti i nuovi positivi sono stati 185, cui aggiungere i 39 di ieri. Livelli vicini a quelli della primavera e in aumento sulle due settimane precedenti, archiviate rispettivamente con 159 e 124 casi.

Che non sia stato un sabato fausto, lo dice l’affiorare di un focolaio di una decina di persone scoppiato in un’azienda casearia con sedi a Coseano e Flaibano, in provincia di Udine, dove sono emersi una decina di casi, dai quali è partito il lavoro di tracciamento dei contatti per contenere la diffusione del virus. Si tratta di un’opera onerosa per i Dipartimenti di prevenzione, posto che per ogni positivo sono decine i tamponi necessari sulle persone venute a contatto col portatore sintomatico o asintomatico che sia. Il sistema si dimostra all’altezza, con la capacità di effettuare anche quattromila test in un solo giorno, ma tutto sta per diventare potenzialmente più difficile per la necessità di attivare una spia sulle scuole: l’anno non è ancora iniziato, ma già risultano positivi tre studenti di Cervignano (uno dell’Einstein e due del Malignani) e un bambino iscritto alla scuola materna di Bertiolo. —


 

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