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Dal sacrificio di Laika alla chirurgia “hi tech” La scienza è diventata amica degli animali

La ricerca applicata alla medicina veterinaria ha fatto passi da gigante . Ci sono protesi, tecniche di cura avanzate e l’aspettativa di vita si alza

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TRIESTE Gli appuntamenti di Esof 2020, l’evento di rilievo internazionale su cui è calato il sipario domenica scorsa, hanno avvicinato molti triestini al mondo della scienza e delle sue scoperte. Gli animali, da sempre, ricoprono un ruolo fondamentale nel campo scientifico: in alcuni casi sono stati loro ad aver agevolato l’umanità (pensiamo ai viaggi spaziali pionieristici di scimmie, gatti e cani), in altri è il genere umano, attraverso la disciplina scientifica, ad averli soccorsi (per mezzo della medicina veterinaria, ad esempio). A volte invece la scienza si è avvicinata all’universo animale semplicemente per capirlo e conoscerlo meglio, dedicandosi a studiare le abilità cognitive dei suoi membri.

Ancor prima che l’uomo iniziasse a viaggiare nello spazio, diversi animali vennero lanciati tra le stelle per spianargli la strada. Tra i primi citiamo la cagnetta Kudrjavka, nota come Laika, diventata famosa - suo malgrado - per essere stata spedita in orbita dai sovietici nel novembre 1957. Tre anni dopo, nel maggio 1959, fu la volta di due primati, la scimmia scoiattolo Baker e il macaco Able, reclutati dagli scienziati americani per testare gli effetti dell’assenza di gravità. Oltre ad americani e sovietici, probabilmente in pochi sanno che anche i francesi furono impegnato nello studio delle reazioni neurologiche di un essere vivente alle condizioni spaziali; nell’ottobre 1963 fu lanciata oltre i confini terrestri la gatta Felicette.

Al giorno d'oggi la scienza nel campo della medicina veterinaria ha fatto passi da gigante, consentendo a molti quattrozampe di riacquistare gran parte della salute perduta. Proviamo a pensare a tutte quelle operazioni microscopiche che senza una strumentazione tecnologica non sarebbero possibili. Oppure ai tutori ortopedici e protesi che vengono impiantate al posto delle zampe che, in seguito a traumi o malattie, risultano inutilizzabili. Da un punto di vista più ampio invece, si dimostrano importanti le innumerevoli scoperte legate alla genetica, biotecnologia, anatomia, fisiologia che ne consentono la cura e una vita decisamente migliore. —
 

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