È la Bosnia il Paese più inquinato d’Europa

Il 27% dei decessi sono legati alle scorie nell’aria. Seguono Albania e Romania. Sono Norvegia e Islanda le più “pulite”

LUBIANA Inutile firmare impegni a livello internazionale o europeo sul clima, quando se si vanno poi a leggere i dati sul territorio si scoprono realtà come quelle dei Balcani occidentali dove l’inquinamento sta sempre più diventando un fattore di rischio per la salute umana.

E così si scopre che Bosnia-Erzegovina, Romania e Albania sono i tre paesi in cima a un elenco pubblicato dall'Agenzia europea dell'ambiente che mostra che le persone nell'Europa orientale hanno maggiori probabilità di morire a causa dell'inquinamento rispetto a quelle nella parte occidentale del continente.


Secondo uno studio pubblicato dall'Agenzia europea dell'ambiente, il 27% dei decessi registrati in Bosnia-Erzegovina sono legati all'inquinamento atmosferico, al rumore ambientale che contribuisce alle malattie cardiache e agli effetti delle condizioni meteorologiche estreme. Il tasso di malattie legate all'ambiente in Bosnia è il più alto del continente ed è di 14 punti percentuali superiore alla media Ue, che si attesta al 13%. Al secondo posto c'è l'Albania, dove il 23 per cento dei decessi sono legati a problemi ambientali, mentre la Romania, che guida la classifica dei paesi dell'Ue, è al terzo posto con il 19 per cento. I cittadini europei meno esposti alla cattiva qualità dell'aria e ad altri rischi ambientali si trovano in Norvegia e Islanda, dove il tasso di decessi influenzati dall'inquinamento è del 9%, seguiti da coloro che vivono in Danimarca e Svezia, dove la cifra è dieci per cento.

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«I paesi dell'Europa orientale portano un carico ambientale di malattia e mortalità significativamente più elevato rispetto ai paesi dell'Europa occidentale», afferma il rapporto e come riportato da Birn. «Un fattore alla base di questo modello è la povertà energetica, che è più diffusa nell'Europa meridionale e centro-orientale», aggiunge il documento, spiegando che «le comunità più povere dipendono dalla combustione di combustibili solidi di bassa qualità come carbone e legno, a bassa efficienza forni per il riscaldamento domestico».La parte orientale del continente soffre maggiormente di temperature estreme e fenomeni meteorologici come le inondazioni. Il fatto che i Paesi dell'Europa orientale abbiano livelli di igiene più bassi rende anche i loro residenti più esposti a sostanze di rifiuto dannose per la loro salute e aspettativa di vita.

Lo studio afferma che esistono anche disuguaglianze ambientali legate all'etnia, spiegando che «le comunità rom nell'Europa centrale e orientale sono spesso escluse dai servizi di base ed esposte all'inquinamento ambientale, con gravi conseguenze per la salute». —

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