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Al Silos di Trieste tornano le baracche dei disperati. E dal fango spuntano giochi e pannolini

I giacigli dei migranti all'interno del Silos di Trieste

Segnalata la presenza di una trentina di stranieri nel rudere dietro alla Stazione Centrale. Tra loro anche dei bambini  

TRIESTE Kimal, 34 anni, afghano, dice di aver visto anche bambini qui al Silos. «Erano dall’altra parte qualche giorno fa, assieme alla mamma e al papà». Dall’altra parte è l’ala che dà verso il Porto vecchio, quella più defilata.

Kimal ha visto bene. Per terra, tra spazzatura ed escrementi, si scorge un paio di scarpette da bimbo. Più in là alcuni giocattoli e un pannolino.

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