Nidi comunali al via a Trieste: niente passeggini, maestre con visiere e triage all’ingresso

Inizio dell’anno educativo all’insegna delle nuove regole. Controlli all’entrata con misurazione della temperatura

TRIESTE Genitori con mascherine indossate, uno attende fuori, l’altro porta il bimbo dentro. Niente giocattoli, rimasti rigorosamente a casa, e niente passeggini, che avrebbero bisogno di continue sanificazioni entrando o uscendo dalla scuola. E poi il patto di corresponsabilità tra famiglie e Comune da firmare, prima di lasciare il bambino al personale, che in tanti asili indossa anche la visiera.



Così è iniziato ieri l’anno educativo per i bimbi dei nidi comunali. «Abbiamo effettuato il colloquio con le maestre qualche giorno fa - racconta Sharon Tallarico, una mamma, fuori dal nido Scarabocchio -: ci hanno ricordato che un solo adulto può entrare, e che con tosse, febbre o altri sintomi non si accede. C’è una sorta di area triage prima di entrare, dove una volta si potevano lasciare le carrozzine, che ora comunque non si possono portare. Non so nelle altre strutture, ma qui ci misurano anche la febbre. E considero siano tutte misure rigide ma utili, le maestre poi sono molto attente sulla pulizia e lo erano già prima, per noi è il secondo anno in questo nido e ci troviamo bene».

Ieri, sempre fuori dallo Scarabocchio, anche un’altra mamma, Anamaria Plesberer. «Per me oggi solo un colloquio, perché per il bimbo è il primo anno, dovremo firmare il patto, ricevere le informazioni e poi saremo pronti a portare nostro figlio. Le regole imposte anche a noi non spaventano, anzi, sappiamo che saranno fondamentali da rispettare, per il bene nostro, del personale e ovviamente dei bambini. Abbiamo trovato poi le maestre molto disponibili, anche negli orari, da concordare per le uscite, considerando che noi lavoriamo e abbiamo bisogno di riprendere il bimbo più tardi nel pomeriggio».



Temperatura quindi misurata anche ai nidi, ma come ricordato nel “famoso” patto tra Comune e famiglie, i genitori dovranno comunque controllarla anche a casa, prima di arrivare a scuola.

Anche sui social ieri qualcuno ha raccontato l’esperienza con le nuove regole da seguire o le sensazioni provate a fronte di un nuovo modo di vivere la scuola. «Fa un po’ strano - commenta una mamma - vedere la maestra arrivare con la visiera, oltre alla mascherina. Ma per fortuna ai bimbi non ha fatto alcun effetto». «L’unica cosa che ci spaventa - dice un’altra - è che giustamente i controlli sono attenti, precisi, quindi al primo raffreddore si sta a casa. Parlando anche con le altre famiglie è di sicuro l’aspetto che più impensierisce al momento».

E ieri poco lontano dal nido Scarabocchio, ecco anche altri genitori alle prese, in questo caso, con gli ultimi preparativi prima dell’avvio delle scuole dell’infanzia comunali, il prossimo 14 settembre, e di tutte le altre scuole, dal 16. Anche in questo caso il tema più dibattuto riguarda le nuove norme in vigore e soprattutto la necessità di attenersi a tutte le regole ampiamente diffuse dal Comune nei giorni scorsi. La settimana prima del rientro nelle aule, per molti genitori con figli alle scuole dell’infanzia, è all’insegna degli acquisti mirati a nuovi grembiulini o a tute e abiti in più, considerando l’obbligo di cambiare ogni giorno l’abbigliamento dei bimbi.

Per chi invece ha figli alla primaria o alla secondaria di primo grado, l’attenzione è rivolta anche alle attrezzature. «Noi abbiamo scelto di plastificare libri e anche quaderni dove possibile, una soluzione che riteniamo più sicura e comoda, considerando che si possono lavare o igienizzare facilmente. E poi - mostra una mamma - io ho deciso di comprare anche un copri-zaino, impermeabile, da pulire ogni giorno». —


 

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