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Maxi vertice sui migranti a Trieste, Lamorgese: "Controlli intensificati in Fvg"

La ministra Lamorgese al maxi vertice sui migranti martedì 8 settembre in Prefettura a Trieste

Il ministro all'incontro con le istituzioni locali sulla gestione dei flussi dalla rotta balcanica: "La chiusura dei valichi è una ipotesi che affronteremo all'esito di tutte le attività che stiamo realizzando". Nuovi fondi per i minori non accompagnati, collaborazione rafforzata con le autorità slovene

TRIESTE «Già da stasera (martedì 8 settembre) porremo in essere iniziative per quanto riguarda i controlli», anche per «intercettare organizzazioni criminali». «Vediamo come andranno». Lo ha dichiarato a Trieste stamane il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, al termine di un incontro in Prefettura a Trieste, parlando dell'arrivo di migranti in Friuli Venezia Giulia attraverso la rotta balcanica.

I controlli intensificati

Oltre a controlli sulle autostrade, «verranno fatti dei blocchi anche sulle strade 54 e 56 e stamattina venendo qui mi hanno fatto vedere dove verranno fermati i mezzi per verifiche più accurate», ha dichiarato il ministro. «Penso che la chiusura dei valichi minori, che sarebbero 21, - ha osservato - possa essere affrontata all'esito di tutte queste attività che stiamo ponendo in essere». Per adesso avviamo «un'attività intensificata sui valichi minori da stasera. Ne parleremo all'esito» dei riscontri, «se saranno positivi come auspichiamo».

La ministro Lamorgese alla prefettura di Trieste: la conferenza stampa

I rapporti con la Slovenia

«Stretto è il rapporto con la Slovenia» attraverso la messa in atto di protocolli operativi ai valichi del Fvg, ha assicurato la ministra. Oltre alle pattuglie miste, continueranno ad essere in servizio i militari. «Manderemo un’altra aliquota di 375 militari di ’Strade sicurè», ha assicurato la titolare del Viminale che ha definito quello con la Slovenia un «ottimo livello operativo, che peraltro si estende ad altri Paesi. 

Strutture di quarantena

«Occorre trovare strutture monitorate e sorvegliate, ad esempio ex caserme» per i 14 giorni della quarantena, ha affermato Lamorgese, concordando con la necessità posta dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al vertice di Trieste. Con la Regione - ha specificato il ministro - «abbiamo sempre lavorato d’intesa».

I dati della rotta balcanica

Il ministro ha anche esposto gli ultimi dati disponibili sulla rotta balcanica: «Sono 3.059 gli immigrati della rotta balcanica, attraverso il confine nordorientale, fino al 6 settembre scorso. Nello stesso periodo del 2019 erano stati 2104, però - ha specificato - le riammissioni sono state triplicate, precisamente 852, di cui 500 nell’ultimo periodo. L’anno scorso, in 8 mesi e una settimana - ha concluso - furono 203»

Nuovi bandi per i minori non accompagnati

La ministra Lamorgese ha annunciato poi che «prossimamente, credo nell'immediatezza, verranno fatti dei bandi dal Ministero perché ci sono stati finanziamenti aggiuntivi» per i minori stranieri non accompagnati. «I Comuni - ha spiegato - mi hanno chiesto di prevedere soggetti normativi che andrebbero a incidere sulle loro competenze che ritengono eccessivamente gravose. Loro devono partecipare ai progetti Siproimi per i minori stranieri non accompagnati, visto che il Friuli Venezia Giulia è l'unica regione dove non c'è neanche un progetto». Riferendosi ai nuovi bandi, ha aggiunto, «potrebbe essere questa l'occasione per la partecipazione e la condivisione delle responsabilità dei minori non accompagnatori anche di altri attori e non solo dei comuni, anche per quanto riguarda gli aspetti economici».

L'operazione sul Mediterraneo

«È massima l'attenzione della magistratura e delle forze di polizia per contrastare i traffici dei migranti da parte delle associazioni criminali transnazionali che favoriscono l'immigrazione illegale dietro il pagamento di denaro da parte dei migranti stessi e dei loro familiari», ha dichiarato poi il ministro complimentandosi con la squadra mobile di Palermo e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato per l'operazione di questa mattina, coordinata dalla procura della Repubblica di Palermo, che ha portato alla scoperta di una organizzazione criminale operante in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei, ed Africa.

«Questa operazione - ha osservato Lamorgese - conferma l'importanza della intensa cooperazione internazionale di polizia con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, che ha già consentito, con altre precedenti analoghe attività investigative, di individuare decine di trafficanti di esseri umani operanti sulla rotta del Mediterraneo centrale». «Nella direzione di una più intensa collaborazione con i Paesi del nord Africa - ha poi ricordato - ho promosso, insieme alla Commissione europea e alla presidenza di turno tedesca, lo scorso 13 luglio, uno specifico incontro, in videoconferenza da Trieste, con i Paesi del nord Africa, con l'obiettivo di definire una strategia comune per il contrasto a quei sodalizi criminali dediti al favoreggiamento della immigrazione illegale dal continente africano».

L'incontro in prefettura con le istituzioni locali

Si è svolto stamattina alla prefettura di Trieste il maxi vertice con la ministra dell’Interno per discutere l’emergenza migratoria con le rappresentanze del territorio. Vi hanno preso parte il governatore Fedriga, con il vice Riccardo Riccardi e l'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, i quattro prefetti del Friuli Venezia Giulia (fra cui quello di Trieste Valerio Valenti), altrettanti sindaci dei Comuni capoluogo cui si sommano alcuni cprimi cittadini dei municipi dove il fenomeno migratorio è particolarmente preoccupante come al Cpr di Gradisca. Presenti anche tra gli altri il procuratore generale della Corte d’Appello Dario Grohman, il procuratore del tribunale dei minori Leonardo Tamborini, il questore di Trieste Giuseppe Petronzi e i comandante di Carabinieri e Guardia di finanza del capoluogo regionale. La titolare del Viminale, dal canto suo, era accompagnata dal capo di gabinetto e dal capo dipartimento Immigrazione e dal direttore centrale Immigrazione della Polizia di Stato.

Trieste, l'arrivo della ministra Lamorgese in Prefettura a Trieste

In discussione, come sopra esposto, c'era soprattutto la richiesta dei sindaci d’aiuto sul fronte dei minori stranieri non accompagnati: secondo i dati della Prefettura di Trieste tra gennaio e metà agosto gli arrivi nel capoluogo giuliano sono stati circa 600, a fronte dei 200 del 2019. Molti maggiorenni che dichiarano di avere però meno di 18 anni per sfuggire alle riammissioni informali verso la Slovenia. La giunta Fedriga chiede al Viminale di alleggerire il numero dei migranti accolti in regione: al momento sono circa 3.100 cioè in aumento. Ma Fedriga chiede anche di chiudere i valichi minori, intensificare i controlli ai confini e modificare la legge Zampa sui minori stranieri non accompagnati. Il tutto anche per contrastare l’attività dei passeur.

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