Conoscenza da scoprire e il male della Rete

TRIESTE Parlare dei limiti fra sapere e non sapere e del diritto di esprimere opinioni è discussione eterna della filosofia umana. Era allora inevitabile che se ne parlasse anche a Esof2020, con il tema declinato in chiave scientifica e i risvolti quanto mai pregnanti quando rivolti a Covid-19. Di grande interesse le riflessioni fatte insieme a Paolo Giordano, fisico di formazione, scrittore per cultura e per talento, in un incontro pubblico al Teatro Rossetti.

La cultura scientifica va riconosciuta diversa dagli altri tipi di cultura: misura la realtà e in quanto tale è incontrovertibile. Che gli elettroni circondino il nucleo dell’atomo o il Dna codifichi per le proteine è informazione non interpretabile, semplicemente da assimilare. Questa rappresenta il nocciolo duro della conoscenza, non scalfibile, non dubitabile. Ma poi c’è il confine della conoscenza, quella ancora da scoprire. È qui che gli scienziati convergono i propri sforzi. Questo confine tra conoscenza sicura e conoscenza in divenire non è semplice da spiegare al di fuori dei cenacoli scientifici. Come Giordano ricordava, Covid-19 ci ha lasciati frastornati dai pareri discordanti di quelli che dovevano essere esperti. Infettivologi, virologi, pneumologi, epidemiologi e persino rianimatori a rincorrersi per rivelare la propria verità. Senza che il pubblico dei non addetti ai lavori però si rendesse conto che questo dibattito non era un dibattito sulla conoscenza consolidata, ma inevitabilmente su quella di frontiera, dato che questo virus nessuno l’aveva visto prima. Nella maggior parte dei casi, un “non si sa” o un “non possiamo fare previsioni ma ci stiamo lavorando” sarebbe stato più opportuno.


Ma se questo è il male dalla parte degli esperti, ancora più grave è il male dalla parte della rete: l’incertezza nella conoscenza di frontiera è diventata sui social anche incertezza nella scienza consolidata: il virus è un’invenzione, le mascherine uccidono, il campo magnetico terrestre è cambiato, i poteri forti hanno causato l’epidemia per controllarci. Ricordava Giordano che all’inizio della rete c’era la convinzione che le falsità sarebbero state emarginate dalla rete in modo automatico, perché rigettate dalla maggioranza. E invece no, si riuniscono all’interno di gruppi deviati, che così le rinforzano e le cristallizzano. Difficile capire come uscirne. —


 

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