Esof, la ricetta di Patuanelli per lo sviluppo di Trieste: «Ricerca e porto internazionale»

Il ministro triestino promette pieno supporto suo e dell’esecutivo ai progetti per la città. Fantoni: «Un Istituto per la sostenibilità nell’antico scalo». Appoggio immediato da Fedriga 

TRIESTE Uno sviluppo economico basato su progresso scientifico e sostenibilità. Il futuro di Trieste passa da qui e per la rinascita del Porto vecchio e di quello nuovo. La strada è indicata dal champion di Esof Stefano Fantoni, dal ministro Stefano Patuanelli e dal governatore Massimiliano Fedriga. E Patuanelli si impegna a nome del governo perché nuovi progetti possano avere le gambe (leggi: i soldi) per correre.

Il ministro gioca in casa e dà il benvenuto a Giuseppe Conte «nella mia bellissima Trieste». Patuanelli chiede al primo ministro di «aiutarmi a fare per la mia città, dove porto e scienza dovranno aiutarci a non perdere le occasioni non colte in passato». Il responsabile del Mise ha la sua ricetta: «il porto franco internazionale, perché dobbiamo reclamare con forza l’extradoganalità per uno sviluppo portuale pieno», «il ruolo fondamentale della scienza» e un Porto vecchio che «non sarà cattedrale nel deserto dopo aver atteso per anni di diventare volano di sviluppo della città». Patuanelli vede in cantiere «progetti molto interessanti, che avranno il mio pieno supporto e, sono certo, anche quello del presidente del Consiglio». Il riferimento è alle ricerche quantistiche condotte dall’Università e alla possibilità di creare un centro dedicato alla sostenibilità, come proposto poco prima da Fantoni nel suo discorso inaugurale.


Il patron di Esof 2020 vuole dare continuità alla sua creatura e per farlo punta sulla creazione di un Istituto internazionale per la sostenibilità: un summer institute che per un mese all’anno, in estate appunto, attiri una quarantina di ricercatori di altissimo profilo per riflettere in modo interdisciplinare sul tema della sostenibilità dello sviluppo. La sede sarebbe quella di Esof in Porto vecchio, dove esperti da tutto il mondo potrebbero confrontarsi sulla sostenibilità nel campo dell’agroalimentare, della logistica, della mobilità e della produzione. Fantoni si emoziona per «il ritorno a nuova vita del Porto vecchio» e sottolinea che «il Covid dimostra come dobbiamo continuare sulla strada della condivisione della conoscenza. C’è un’eredità immateriale, con molti panel svolti sulla sostenibilità e sui bisogni delle future generazioni. L’eredità straordinaria di Esof 2020 sarebbe la creazione di un istituto internazionale per lo sviluppo sostenibile».

Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga appoggia l’iniziativa: «Siamo qui per continuare il percorso. Ho fatto presente al presidente del Consiglio quanto sono importanti ricerca e innovazione: oggi l’autocelebrazione deve trasformarsi in opportunità per Trieste, il Paese e l’Europa. In Porto vecchio prevediamo di lanciare l’Istituto internazionale di sostenibilità, che può entrare nel nostro sistema di ricerca e formazione». Il governatore si rivolge a Conte: «Nei fondi nazionali ci deve essere un coinvolgimento dei territori per strutturare progetti di crescita. Abbiamo il dovere di remare dalla stessa parte. Esof ha messo Trieste sotto i riflettori: sarebbe un fallimento fermarsi qui». Un’apertura arriva anche dalla deputata Pd Debora Serracchiani, secondo cui «Esof è stato un modo per ricordare al mondo che la missione di Trieste “città della ricerca” è una missione civile, di progresso, dialogo e apertura. Giusto che Conte abbia ribadito che la mobilità è un valore». —



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