I fan di Conte: «Fateci vedere il premier», ma lo scalo di Trieste è blindato

Un’ottantina di uomini delle forze dell’ordine ha garantito la sicurezza nell’antico scalo. Sorveglianza anche con le imbarcazioni della Guardia di finanza di pattuglia in mare 

TRIESTE «Scusate, volevo solo vedere il presidente! », urla un ragazzino da dietro la ringhiera, che avvolge alcune aree di Porto vecchio ancora in disuso. Niente da fare: i visitatori senza invito non potevano ieri pomeriggio accedere all’area di Porto vecchio in cui era atteso il premier Giuseppe Conte per la cerimonia conclusiva dell’Euro Science Open Forum, che ha celebrato Trieste Città europea della scienza. Un evento, quello di domenica, iper blindato e monitorato dalle forze dell’ordine. Se ne sono accorti anche i bagnanti di Barcola – visto che il premier è arrivato da quella direzione –, zona altrettanto presidiata, dove è passata una prima auto che ha preceduto una quindicina di minuti prima quella su cui viaggiava Conte. Le forze dell’ordine, in numero massiccio, controllavano i varchi dell’antico scalo, come negli scorsi giorni. Ma ieri c’era un’attenzione particolare, ovviamente, soprattutto quando il premier è sceso dall’auto, alle 15. 10 circa, sul retro del Magazzino 28 bis. È saltato letteralmente giù da una delle cinque auto della scorta: così rapidamente, che la schiera di cronisti che lo attendevano all’esterno dell’edificio dove si teneva l’incontro, nemmeno se ne era accorta. Con indosso un abito blu scuro, cravatta a piccoli pois bianchi e mascherina grigio altrettanto scuro, lo hanno accolto il ministro allo Sviluppo Stefano Patuanelli, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il prefetto Valerio Valenti e il champion di Esof Stefano Fantoni.

Due parole ai microfoni («Dobbiamo lavorare sull’innovazione tecnologica, sulle tecnologie più avanzate, gli scienziati italiani sono all’avanguardia»), visto che più tardi si sarebbe intrattenuto con la stampa e s’infila nella sala da 400 posti tutti distanziati. È il governatore che gli fa strada, anche lui in completo, ma in questo caso di una sfumatura di blu più accesa, con cravatta bordeaux e mascherina dedicata al Fvg. Anche all’interno c’è un numero importante di personale dedicato alla sicurezza, che controlla bisbigliando all’auricolare, in modo che tutto sia sotto controllo. Fuori restano alcuni mezzi e camioncini che presidiano la zona. Guardando ai numeri, per l’occasione, in Porto vecchio, è stata schierata un’ottantina di uomini, coordinati dalla Questura. In particolare, 30 rientravano nel reparto rinforzo ovvero provenienti da fuori Trieste e impiegati per l’ordine pubblico, mentre 20 appartenevano alle forze dell’ordine locali. A questi, si aggiungono un paio di imbarcazioni della Guardia di finanza, che esaminavano lo specchio acqueo antistante l’antico scalo, la Digos, i Vigili del fuoco, il 118, la Polizia stradale, che ha fatto la staffetta, e la scorta del presidente, in arrivo direttamente da Roma. Sotto il profilo sicurezza tutto è filato comunque liscio.


«Tutto benissimo fino a ora – ha affermato il prefetto Valerio Valenti sul finire della visita del premier Conte –. Direi che non ci sono elementi che hanno preoccupato la sicurezza. Bisogna dire che in questo caso non si trattava di un’organizzazione molto particolare, visto che la visita è stata semplice, in quanto tutto si è svolto in unico sito ed è stata di durata breve. Il problema si presenta quando sono previsti più spostamenti».

L’auditorium in cui si è svolta la cerimonia finale di questo grande evento è prosegita infatti senza intoppi. Presenti erano tutti i rappresentanti delle istituzioni, dal sindaco Roberto Dipiazza al presidente dell’Aurotità portuale Zeno D’Agostino, dai protagonisti del cantiere del centro congressi Tcc, tra cui l’architetto Tazio di Pretoro, al vescovo Giampaolo Crepaldi all’assessore regionale alla Ricerca Alessia Rosolen.

Ci sono anche giovani e ovviamente lo staff di Esof. Un’area vicino alle porte d’uscita con maniglioni antipanico, è stata dedicata a fotografi e giornalisti. Conte attende il suo turno, in silenzio in prima fila, ascoltando i diversi ospiti che lo precedono, tra cui Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, che ha tenuto una lezione sulla fisica quantistica. Fuori poi ad aspettare gli ospiti c’è stato un rinfresco molto contenuto (l’epoca Covid obbliga anche a questo). Viene offerto riso ai piselli con le erbe accompagnato da vino, acqua e altre bevande, racconta Bruno Vesnaver in qualità di gestore del punto Illy temporaneo, allestito all’interno del Centro congressi. Nel pomeriggio domenicale la gente non ha molta voglia di gozzovigliare. Mentre all’inaugurazione, «nel rispetto delle normative Covid, avevamo preparato dei sacchetti monouso – conclude Vesnaver – con paninetti al pesce o con cotto e kren, che sono piaciuti molto, anche per l’effetto estetico da cui erano caratterizzati». –


 

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