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Al Trieste Airport torna dopo 174 giorni il volo su Roma

La partenza delle 6.55 archivia il lungo braccio di ferro con Alitalia. Dall’inizio di ottobre doppia andata e ritorno

TRIESTE Sono passati 174 giorni dall’ultimo decollo da Ronchi direzione Fiumicino. Questa mattina, alle 6.55, Trieste Airport ha ritrovato il suo collegamento con la capitale, cancellato in tempi di coronavirus e poi faticosamente riemerso da una lunga trattativa con Alitalia.

Alla partenza, su un Airbus della compagnia da 144 posti, c’erano 73 persone. «Era il collegamento che ci mancava ed è importantissimo averlo recuperato», ripete l’amministratore delegato della società Marco Consalvo, in prima fila con il presidente Antonio Marano nel confronto con il direttore generale della compagnia di bandiera Giancarlo Zeni per rimettere in agenda una tratta fondamentale per politici, imprenditori e cittadini del Friuli Venezia Giulia. Da questa settimana si riparte dunque con il volo mattutino dallo scalo regionale verso Roma, ma dal 1° ottobre si salirà a due rotazioni giornaliere: due partenze verso Fiumicino alle 6.55 e alle 15.25 e altrettante da Roma, alle 13.30 e alle 21.50.


Sulla carta ci sarebbero pure, dal 26 ottobre, quattro collegamenti sulle 24 ore (partenze da Ronchi alle 7, alle 11.10, alle 15.25 e alle 19.25), ma si tratta verosimilmente solo di un test sulla domanda, tanto che è lo stesso Consalvo a ricordare di avere ricevuto da Alitalia la precisazione che quel programma, che pure è spuntato, verrà sicuramente rivisto alla luce delle valutazioni fatte dopo le prossime settimane. Il quadro, del resto, rimane molto incerto. Luglio, in un contesto italiano da –74,9% rispetto a un anno fa, ha fatto segnare per Trieste Airport il –79,5%, ma i numeri in picchiata riguardano anche Venezia (-78,1%) e Verona (-72,2%), mentre Treviso rimane chiuso in attesa del miglioramento della situazione. Guardando poi a quanto successo da inizio anno, il periodo gennaio-luglio vede Ronchi al –72,6% (-70,8% per tutto il sistema). Il traffico aereo è comunque in crescita dopo la fine del “lockdown” in tutta Europa. A luglio Enav, la società che controlla il traffico aereo nazionale, ha gestito quasi il triplo dei voli rispetto a giugno, con oltre 75.200 movimenti per una media giornaliera pari a 2.428 voli e un picco massimo, il 31 luglio, di 3.061.

Nelle prime due settimane di agosto, il traffico aereo nei cieli italiani è ulteriormente aumentato, salendo del 33% rispetto a luglio, con oltre 48 mila movimenti, 3.200 al giorno. In termini percentuali ad agosto è stato quindi recuperato circa il 50% del traffico aereo registrato nello stesso periodo del 2019, con un ulteriore aumento rispetto a luglio che si è chiuso con il ritorno del 40% del volato dello stesso mese dell’anno scorso. Tutto questo non può bastare in termini di presenze e Consalvo non nasconde i problemi: «Settembre e ottobre saranno due mesi molto difficili. Se infatti a luglio e agosto ha funzionato il domestico per finalità turistica, con le nostre destinazioni Volotea e Ryanair che hanno avuto buoni riempimenti, si tratta di ricominciare a viaggiare con il settore business, un canale però strutturalmente in calo». Il problema non è di offerta, ma di domanda. «La ripresa del contagio ovviamente non aiuta», dice l’ad riferendosi anche al rinvio della prevista ripartenza del collegamento su Monaco: «Le compagnie vedono le prenotazioni e poi decidono. Va così dappertutto, non siamo certamente gli unici a vivere un momento di difficoltà». Per questo, dopo l’annuncio di una riattivazione di cinque voli settimanali con Lufthansa già a fine agosto, si dovrà attendere fine ottobre. —


 

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