Il premier Conte a Trieste per il gran finale di Esof. Poi il testimone a Leiden
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Il presidente del Consiglio dei ministri alla cerimonia di chiusura della rassegna Fantoni: «Inizia un processo di rafforzamento delle potenzialità del territorio»

TRIESTE Sarà il primo ministro Giuseppe Conte a chiudere Esof 2020 nel pomeriggio di oggi, domenica 6 settembre, a Trieste. Il presidente del Consiglio parteciperà alla cerimonia finale dell’EuroScience Open Forum, che nei suoi cinque giorni registra una presenza significativa degli esponenti del governo.

L’arrivo del premier garantirà massima visibilità alla kermesse, il cui programma è stato modificato inevitabilmente in corsa a causa della pandemia. Non è stata la manifestazione inizialmente prevista, a cominciare dal rinvio da luglio a settembre, ma il coronavirus non ha impedito l’organizzazione di oltre 150 sessioni pubbliche e l’intervento di più di settecento speaker, grazie al ricorso massiccio alle teleconferenze.



Conte chiude la sfilata dei ministri giallorossi a Trieste. L’ultima in ordine di apparizione è stata la responsabile delle Pari opportunità Elena Bonetti, mentre il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha partecipato all’inaugurazione di Esof, promettendo l’impegno del governo per sostenere finanziariamente la creazione di una “Trieste Valley” nell’ambito dei futuri investimenti di Roma sulla ricerca. Il responsabile del Miur ha sottolineato che l’economia post Covid non sarà competitiva senza conoscenze avanzate e competenze.

E lo stesso farà oggi il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che da triestino ha voluto affiancare Conte alla cerimonia di chiusura e che nel suo indirizzo di saluto si concentrerà sull’importanza del sistema scientifico per lo sviluppo della città e sulla necessità di sostenere l’innovazione per il rilancio economico del Paese. Prima di lui interverranno il Champion di Esof 2020 Stefano Fantoni e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Dopo un panel dedicato al futuro sostenibile, sarà la volta del premier Conte. Poi il pomeriggio si concluderà infine col simbolico passaggio di testimone a Leiden, già scelta come capitale europea della scienza 2022.



«Non mi aspettavo – dice un soddisfatto Fantoni – un’esperienza di questo tipo. Mi ha emozionato vedere tante persone in giro per il Porto vecchio, che da quando sono arrivato a Trieste ho sempre visto vuoto. Grazie alle teleconferenze, il numero dei relatori è stato altissimo e anche i cittadini hanno risposto bene, così come istituzioni e media stranieri hanno mostrato alto interesse». Per il patron di Esof 2020, «il presidente Conte ritiene questo evento molto importante per il Paese: la sua presenza e quella dei ministri Manfredi e Patuanelli dimostra che Esof è l’inizio e non la conclusione di un processo di rafforzamento delle potenzialità del nostro territorio e del suo apporto all’innovazione del Paese. Speriamo in ricadute importanti per Trieste e stiamo già pensando al futuro: al rafforzamento delle strutture di ricerca e al dialogo fra scienza e innovazione con forte riferimento alla sostenibilità».



Esof ha sviscerato una lunga sequenza di temi, dall’impatto del Covid-19 (inevitabile fil rouge di tutta la manifestazione) alla robotica, passando per i misteri del genoma umano, l’intelligenza artificiale, i vaccini, le speculazioni sui farmaci, le esplorazioni spaziali, il riscaldamento globale, i big data, il rapporto tra scienza e fede, la negazione dei progressi scientifici in ampi settori dell’opinione pubblica.

Molti gli ospiti (soprattutto telematici) di fama mondiale, come il tossicologo Thomas Hartung, il matematico Alessio Figalli, l’esperta di staminali e senatrice a vita Elena Cattaneo, la virologa Ilaria Capua, il climatologo Filippo Giorgi, la direttrice del Cern Fabiola Gianotti e il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

Fra gli invitati al Convention center del Porto vecchio, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha lanciato il grido d’allarme sulla flessione del pil, indicando la via d’uscita negli investimenti su istruzione, conoscenza e innovazione, la cui relazione virtuosa col sistema produttivo è alla base anche di quel “sistema Trieste”, sempre invocato ma che oggi è ancora un modello ideale. Conte potrà dire oggi se il passo decisivo verso la realizzazione della Silicon Valley italiana potrà davvero essere mosso: si spera potrà realizzarsi con il sostegno di Roma e sotto le insegne della Capitale europea della scienza, che Trieste ha saputo conquistarsi ma che ora deve dimostrare di essersi meritata. —


 

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