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Elena Cattaneo al forum di Trieste: «Come vincere l’aperta ostilità contro la scienza»

Elena Cattaneo

La senatrice interviene e spiega i negazionismi sul Covid: «L’ istinto primordiale ci spinge a rifiutare ciò che fa paura» Libera, collaborativa, aperta: è la ricerca

TRIESTE «La negazione da parte di tanta gente dell’esistenza stessa del Sars-CoV-2 dimostra come resista ancora dentro molti di noi quell’istinto primordiale a negare ciò che ci mette a disagio. Far conoscere ai cittadini i pregiudizi del nostro cervello diventa, allora, la grande sfida di oggi. Ed ecco perché comunicare diventa una missione sempre più importante».


Combattere i pregiudizi puntando sulla divulgazione. E quale contesto migliore di Esof per rilanciare una sfida che il mondo non può permettersi di perdere secondo Elena Cattaneo, biologa e accademica di fama mondiale per le sue ricerche sulle cellule staminali, nonché senatrice a vita: «Dobbiamo far riconoscere a tutti che la scienza, pur non infallibile, è il miglior metodo che abbiamo per conoscere la realtà e renderla migliore per ogni essere umano. In che modo? È fondamentale far acquisire familiarità ai cittadini su come si forma la conoscenza. E il ruolo dei media è di primaria importanza, anche perché comunicare la scienza è difficile. Molto difficile».

Una delle conferenze in remoto a cui ha assistito ieri il pubblico di Esof. Foto di Francesco Bruni


La scienziata milanese è stata protagonista di uno degli eventi più attesi della giornata di ieri al Convention center: “Storia di scienza, cellule staminali e libertà”. Un intervento coinvolgente, a tratti emozionante per la stessa relatrice. Una dichiarazione d’amore per la scienza e per tutti coloro che, con le loro scoperte, hanno contribuito nei secoli al progresso del genere umano e alla conoscenza del pianeta e dell’universo. Con una dedica particolare a chi ha visto stroncare prematuramente quel percorso sulla strada dello studio e della ricerca, in particolare Giulio Regeni.



«Giulio era uno di noi, un ricercatore, uno studioso, un uomo di scienza – ha sottolineato –. Ci sono purtroppo ancora troppi Paesi in cui chi appartiene a questa categoria viene imprigionato, ammazzato, strappato per sempre ai suoi studi, proprio come è successo a lui. Esistono ancora regimi che lottano contro la conoscenza».



E in Italia? «Nel nostro Paese la scienza è sostanzialmente libera, ma in alcuni ambiti ci sono limitazioni. L’ottenimento di cellule staminali embrionali umane da blastocisti in eccesso è tuttora vietato». Per quanto riguarda il campo della sperimentazione animale «se la volontà di limitarla verrà portata a compimento con una legge, ciò renderà l’Italia il Paese con le condizioni di ricerca su questo campo più restrittive in Europa». Poi, le biotecnologie agrarie: «Anche la ricerca sulle piante geneticamente modificate in campo aperto è di fatto vietato o comunque impossibile, eppure le importiamo».



La libertà della ricerca «non è una cosa scontata – ha rimarcato – e bisogna combattere contro l’interferenza della politica». Ma per gli scienziati è fondamentale, secondo Cattaneo, non perdere mai di vista «la responsabilità pubblica che abbiamo di fronte a tutti i cittadini».

Per la biologa e senatrice «la politica deve identificare obiettivi e risorse, ma sono gli scienziati che hanno la responsabilità di decidere come ottenere i risultati. Ci serve libertà nel metodo». Cattaneo ha suggerito un raffronto con gli Stati Uniti mostrando due citazioni di Lincoln e Obama come esempio di politica a supporto della scienza nel rispetto della sua indipendenza.

Tornando all’importanza della comunicazione e alla necessità imperativa di divulgare per combattere i pregiudizi, la ricercatrice milanese ha osservato che «più la scienza progredisce, più una parte della società cerca di rigettarla». Un ostilità verso la scienza che è emersa negli ultimi anni anche attraverso il movimento no vax. Un problema – sembra suggerire Cattaneo – connaturato alla natura umana: «L’evoluzione genetica dell’homo sapiens non ha avuto un tempo sufficiente per rimodellare il nostro cervello da quando abbiamo smesso di essere cacciatori-raccoglitori». E nel concludere il suo intervento, Cattaneo ha citato un’indimenticabile ipse dixit di Albert Einstein: «È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio».

A margine della conferenza, la scienziata milanese ha espresso la sua opinione sulla “sfida” in atto tra i ricercatori di tutto il mondo per il vaccino anti-Covid: «Non sono un’immunologa – ha premesso – e non posso conoscere i tempi del vaccino. La scienza non può assicurare di arrivare a un risultato». «Quello che la scienza può garantire – ha aggiunto – è l’assiduità nel continuare a cercare l’obiettivo con un metodo, con le prove, con dimostrazioni pubbliche e verificabili». –


 

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