Le frontiere chiuse bloccano la mano d’opera dell’Est e la vendemmia si fa tricolore

La vendemmia è partita da giorni nelle campagne da Gorizia a Gradisca fino al Collio e non mancano le braccia Fotoservizio Pierluigi Bumbaca

Attraverso il centro dell’impiego soddisfatte le richieste di addetti  Coldiretti: «I voucher avrebbero aiutato anche studenti e pensionati» 

Tempo di vendemmia, ecco come si lavora tra le viti

CORMONS Sono un centinaio gli addetti impiegati in questi giorni nella vendemmia nei vigneti dell’Isontino e del Collio. Tante perlomeno erano le posizioni richieste dalle aziende vinicole della zona attraverso la sede goriziana del Centro per l’impiego della Regione. E a quanto pare il fabbisogno è stato ampiamente soddisfatto. Con un’inevitabile novità, in piena era-Covid: la netta crescita di assunzioni di personale autoctono. A confermarlo è Angela Bortoluzzi, presidente provinciale di Coldiretti. «La risposta è stata indubbiamente soddisfacente – spiega –: a quanto risulta, tutte le posizioni aperte sono state coperte e tutte le aziende hanno soddisfatto il proprio fabbisogno di personale. Come prevedibile, ed è una nota positiva, le assunzioni riguardano per larga parte cittadini italiani: il blocco delle frontiere di alcuni Paesi ha fatto venire meno l’apporto di lavoratori dall’estero. In particolare dalla Romania, che ormai da qualche anno fornisce personale particolarmente esperto e già formato. Parliamo circa di un terzo dei lavoratori abitualmente impegnati nelle nostre campagne per la vendemmia. Una vendemmia che quest’anno, speriamo, sarà di aiuto non solo al nostro comparto ma anche a tante famiglie italiane in difficoltà dopo il lockdown».



Bortoluzzi offre anche uno spunto di riflessione sulla formula dell’assunzione degli addetti alla vendemmia che, lo ricordiamo, ricevono 7,5 euro l’ora per le loro prestazioni. «Coldiretti aveva richiesto al governo, purtroppo senza successo, il ritorno al cosiddetto voucher agricolo. Non come prassi anche per il futuro, ma proprio vista l’eccezionalità del momento storico ed economico che stiamo vivendo. Restiamo convinti che il voucher avrebbe potuto ridurre la burocrazia per aziende e lavoratori. Così i costi sono maggiori per entrambe le parti. Ma soprattutto, ed è l’aspetto che stava più a cuore a Coldiretti, il ricorso ai voucher avrebbe potuto consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani un’integrazione al reddito per lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università e molte attività economiche sono rallentate e tanti lavoratori sono in cassa integrazione. Da un lato si sarebbe risposto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego, dall’altra si sarebbe generata un’opportunità economica importante per chi in questo momento ha maggiore necessità».

Le vendite di vino italiano nel mondo sono in calo del 4% nel 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus. Ma ad infondere ottimismo è la vendemmia di qualità che si prospetta per il 2020. –

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