A Trieste il patto anticontagio per nidi, asili e ricreatori. Ma i genitori si dividono

Bambini giocano in un asilo, quest’anno sarà vietato portare giocattoli da casa e altri oggetti

L’accordo di “corresponsabilità” tra Comune di Trieste e famiglie è obbligatorio. Febbre da misurare a domicilio, abiti diversi ogni giorno, niente giocattoli da casa

TRIESTE Tutti i genitori con bimbi iscritti ai servizi educativi e scolastici comunali, ai Ricreatori e ai Sis, dovranno firmare il Patto educativo di intesa e corresponsabilità tra il Comune e le famiglie. Chi non sottoscrive il documento, non potrà frequentare. I dettagli sono stati pubblicati su triestescuolaonline.it. Le disposizioni riguardano dunque nidi, asili e ricreatori.

Intanto sparisce il pre-accoglimento per i Sis, a causa delle norme di sicurezza anti Covid 19, un’ulteriore sfida per i genitori, già alle prese con orari diversi e ingressi scaglionati. Per i bambini che hanno già frequentato i centri estivi comunali, il patto non è una novità, era infatti già necessario per partecipare.


Per tutti gli altri, i pareri sono contrastanti. C’è chi ritiene utile il provvedimento e chi lo considera di difficile attuazione. Anche qualche insegnante mostra perplessità, in particolare davanti ad alcuni punti elencati nel lungo regolamento. «I genitori – si legge nelle prime raccomandazioni – devono dichiarare di provvedere a un responsabile auto-monitoraggio delle condizioni di salute proprio e del proprio nucleo familiare».

E poi alcune righe, considerate più importanti, vengono sottolineate, come: «Devono tenere a casa il minore in caso di sintomatologia riconducibile a Covid 19 (rinite, congestione nasale, tosse, faringodinia, febbre sopra i 37. 5 gradi, difficoltà respiratorie, congiuntivite, vomito, diarrea, inappetenza) del minore o di un componente della famiglia. Insorti anche nei tre giorni precedenti l’accesso nella struttura».

Insomma, commenta qualche mamma, alle prime infreddature o davanti a qualche malessere, niente scuola. Fermo restando poi che, come per le scuole in generale, la famiglia dovrà provvedere alla misurazione della temperatura ogni mattina. E poi, sempre evidenziato nel testo: «Accettare che, in caso di insorgenza di febbre o di altra sintomatologia tra quelle sopra riportate, gli operatori del servizio provvedano all’isolamento immediato del minore e all’informazione dei genitori, i quali devono allertare il pediatra e recarsi subito nella struttura per la presa in carica del minore». E se i bambini un po’ ovunque entreranno scaglionati, anche mamme e papà dovranno fare attenzione, il patto ricorda di evitare assembramenti tra genitori anche fuori dalle strutture, come ad esempio nei parcheggi.

Vietato, poi, portare a scuola giochi, cibi, bevande e qualsiasi altro oggetto da casa. Si raccomanda anche di curare con particolare attenzione l’igiene personale e l’abbigliamento dei bambini, che andranno cambiati quotidianamente. «Ma saranno le maestre – si domanda qualche famiglia – a controllare che i piccoli abbiano gli abiti diversi dal giorno prima? E se non sarà così cosa succederà? ». Ai bimbi con più di 6 anni, che frequentano quindi Sis e ricreatori, i genitori devono assicurare anche la mascherina. Si precisa: niente bandane, foulard, sciarpe, scalda collo o simili. Anche qui necessario il cambio quotidiano degli abiti.

E poi attenzione, sia nelle scuole che negli altri spazi, quindi per i bimbi di tutte le età, anche alle scarpe. In particolare si richiede di «effettuare le operazioni di sanificazione e isolamento delle calzature proprie e del minore, seguendo le modalità indicate dalla struttura stessa». Molti comunque si dichiarano d’accordo con la novità. «Trovo corretto – spiega una mamma sui social – cercare di contenere la diffusione del virus, ma come sempre il rischio è che il tutto sia soggetto a libera interpretazione». «Questo patto – sottolinea un’altra – doveva esistere da sempre».

Ma cosa succede se i piccoli sono indisciplinati o se comunque le regole indicate non vengono rispettate? Tutto viene chiarito nell’ultimo punto del patto, sia per i bimbi più piccoli che per i più grandi. «Per i bambini delle scuole dell’infanzia evitare anche transitoriamente di portare il bambino nella struttura qualora venga comunicato dal Coordinatore Pedagogico della scuola, sentite le insegnanti, che lo stesso non è in grado di mantenere i comportamenti minimi di sicurezza».

Stesso iter per chi ha più di 6 anni. «Non portare il minore in struttura – si legge – qualora venga comunicato che lo stesso non segue le regole igieniche e non osserva le norme di sicurezza». Niente pre-accoglimento, intanto, al Sis, come reso noto ieri dall’assessore comunale all’Educazione Angela Brandi. Non sarebbero garantite, infatti, le misure attualmente in vigore, considerando l’esigenza di ingressi scaglionati e il divieto di creare assembramenti. –


 

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