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Monfalcone, centro culturale islamico entro dicembre. Atteso il verdetto del Consiglio di Stato

Il cantiere del nuovo centro culturale islamico Baitus Salat visibile da via Primo maggio

Il presidente Haq: «Operiamo per l’integrazione». Il Comune ha impugnato la sentenza del Tar

Un’opportunità, «non una provocazione». Una “casa” per promuovere l’integrazione, diffondere il decalogo voluto dal Comune, soprattutto iniziare donne e bambini all’apprendimento dell’italiano e, per chi invece già mastica la lingua dello Stivale, l’arabo. Questo, agli occhi di Rejaul Haq, rappresenta l’involucro di mattoni e finestre al civico 103 di via Primo maggio, l’ex Hardi. Un vecchio discount dismesso nel 2010 e sette anni dopo, il 22 giugno, passato nelle mani dell’associazione Baitus Salat.

Poco prima del lockdown i lavori condotti da una ditta gradese e successivi alle note battaglie con l’ente, vinte al Tar dal sodalizio e ora in attesa di sentenza definitiva al Consiglio di Stato, erano ufficialmente partiti.

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