Esof 2020 al via, il taglio del nastro che fa di Trieste la città europea della scienza

I principali interventi che hanno caratterizzato la giornata inaugurale del festival scientifico

Esof2020, il video di presentazione alla cerimonia inaugurale

TRIESTE «Scienza e fede non sono in contrapposizione e non sono neppure in concorrenza ma sono due strumenti che ci aiutano ad avvicinarci, a conoscere sempre di più la verità». Lo ha detto il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin oggi pomeriggio, mercoledì 2 settembre, all’inaugurazione di Esof2020, Trieste capitale europea della scienza, conferenza che è stato chiamato ad aprire segnando un momento di dialogo fra fede e scienza.

Stefano Fantoni affiancato dalle autorità taglia il nastro dando il via ufficiale a Esof2020

«Sono contento di essere qui e trattare anche dal punto di vista della chiesa questa tematica» ha aggiunto a margine il Segretario di Stato. Rispondendo alla domanda se esista ancora un tabù tra scienza e fede, ha precisato: «Tanta strada è stata fatta in questo senso. Speriamo di portare un piccolo apporto, una piccola pietruzza anche in questa costruzione».

La sessione di apertura aperta dal cardinale Parolin è stata seguita dagli interventi del ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, della direttrice del Cern Fabiola Gianotti e della virologa Ilaria Capua.

Ecco gli interventi principali

Il ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi: "Potenziare la ricerca significa maggiore sicurezza per il nostro Paese. «Abbiamo necessità di più ricerca nel nostro paese perché penso che tutti i cittadini hanno capito che con più ricerca c'è più sicurezza, c'è più crescita, più democrazia e più opportunità per tutti e soprattutto per i giovani. L'esperienza e l'insegnamento della pandemia deve diventare un tesoro collettivo del nostro Paese per fare in modo che l'Italia metta a frutto il suo talento e riesca a scaricare le sue grandi competenze sul bene comune».

L'appuntamento europeo con la scienza, ha osservato il ministro, è «un momento molto importante, dobbiamo ripartire dalle competenze, dalla conoscenza e abbiamo la necessità di guardare al futuro partendo dal talento dei nostri giovani. Ieri ci sono stati i primi test universitari. Il mondo dell'università e della ricerca sta lavorando al massimo avremo un futuro importante».

Il ministro ha poi risposto alla domanda se fossero state individuate soluzioni alternative per i candidati che domani, giovedì 3 settembre, non potranno sostenere i test di accesso alla facoltà di Medicina, poiché in isolamento fiduciario anticovid: «Questo è un tema molto delicato dal punto di vista giuridico. È all'attenzione del Governo, stiamo valutando tutte le opzioni. Facciamo domani i test per la maggioranza dei ragazzi, poi valuteremo queste situazioni particolari».

La direttrice del Cern Fabiola Gianotti: "La scienza è sexy". «Bisogna attirare le bambine verso il mondo delle scienze dando loro messaggi corretti, cioè dicendo che la scienza fa per tutti, che non ci sono lavori per uomini e per donne e che la scienza permette di aiutare ad affrontare grandi sfide. Quindi va detto che con la scienza si possono fare cose bellissime. La scienza è sexy, non è qualcosa di arido o di non interessante». Così la direttrice del Cern, Fabiola Gianotti, parlando del gap di genere nel mondo della scienza e degli incentivi da mettere in campo per avvicinare sempre più donne alle materie scientifiche.

Secondo Gianotti, occorre inoltre «aiutare le donne che hanno intrapreso un'attività nel campo della ricerca scientifica a portarla avanti, dando loro strutture per la conciliazione lavoro-famiglia e assicurarci che le carriere vengano monitorate», affinché sia assicurata la parità di trattamento. «Al Cern abbiamo fatto molto. Donne e uomini avanzano di carriera in maniera simile. Al Cern le donne sono il 20% del totale: non è tanto ma quando ho iniziato come giovane post doc nel '95-'96 eravamo solo l'8%. C'è stato progresso ma bisogna andare avanti». Parlando infine di uguaglianza nel mondo della scienza, Gianotti ha sottolineato che «la quotidianità al Cern è un esempio di quanto l'umanità possa fare quando mettiamo da parte divergenze e ci concentriamo sul bene. Il quotidiano al Cern è bellissimo: ora le visite sono limitate a causa della pandemia, ma invito a fare una passeggiata nella nostra mensa dove ci sono molti giovani di tutti Paesi che lavorano insieme e che parlano tra loro. Per me inconcepibile non lavorare in un modo così».

In mattinata Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia e direttore scientifico di Humanitas, ha tenuto una conferenza incentrata sul ruolo del sistema immunitario contro il cancro e il Covid-19. «È molto più quello che non sappiamo di quello che sappiamo» rispetto alla risposta del nostro sistema immunitario al Covid-19. Abbiamo fatto molti progressi e capito che questo virus gioca una partita nuova e usa schemi nuovi», ha spiegato Mantovani. «C'è un prima linea di difesa dell'immunità innata, che viene sovvertita dal virus quando ha successo», mentre «nella maggior parte degli asintomatici risolve i problemi».

Poi intervengono «le linee di difesa più sofisticate con la produzione degli anticorpi, che sono la punta dell'iceberg del sistema immunitario», e dopo «vengono attivati i direttori dell'orchestra immunologica», cioè i linfociti T. Infine, avviene «la risposta infiammatoria fuori controllo, che è responsabile dei problemi gravi». Mantovani ha anche spiegato che «l'immunità e l'infiammazione sono traversali a malattie diverse che 20 anni fa non pensavamo c'entrassero, come il cancro e le malattie cardiovascolari». «Grazie agli studi di immunologia sui tumori - ha concluso - siamo entrati in nuovo mondo di terapie immunologiche contro il cancro».

Droni e sottomarini, in visita alle innovazioni tecnologiche della Saipem.  Sempre di mattina prima della cerimonia inaugurale (fissate alle 15 nel nuovo Palazzo Congressi di Porto Vecchio), la società Saipem, fra i principali sponsor della conferenza,  ha organizzato una visita nella sua base operativa presso il porto di Trieste rivolta ad autorità locali ed internazionali, esperti scientifici e media.

Nel corso della visita guidata, un team di esperti ha illustrato le ultime innovazioni tecnologiche nel campo delle attrezzature per le operazioni e gli interventi sottomarini.

Utilizzare gli algoritmi del Cern per ottenere un'accelerazione sulla ricerca di una cura contro il Covid-19. Ne ha parlato Sauro Succi, ricercatore al dipartimento di Fisica dell'università La Sapienza di Roma, durante il suo intervento a Esof 2020, incentrato invece sul ruolo dei Big Data nella nascita di un nuovo metodo scientifico.

«Stiamo cercando di capire se gli algoritmi del Cern applicati alle molecole biologiche, in particolare allo spike (la proteina con cui il nuovo coronavirus riesce a penetrare nelle cellule umane, ndr) del Covid, ci può aiutare a progettare dei farmaci per il futuro», ha spiegato Succi. Il professore ha affrontato anche gli aspetti più controversi dei Big Data: «Trovo che c'è una tendenza pericolosa a far propaganda dicendo che, siccome abbiamo questo diluvio di dati, non c'è più bisogno di far teoria perché dai dati, con degli algoritmi intelligenti, riusciremo a estrarre tutte le conoscenze che ci servono», ha affermato Succi. Questa, secondo il professore, è una deriva attuale che confonde gli aspetti commerciali con quelli scientifici, per la quale si crede che «l'algoritmo che ha fatto guadagnare Netflix ci permetterà anche di curare il cancro». «Non voglio dire che Big Data non serve a niente - ha concluso - ma non è nemmeno la fine del capire, perché serve sempre qualcuno che crei i modelli e trovi spiegazioni».

L'attesa. In gran parte scienziati e addetti ai lavori, ma anche semplici curiosi fin dalla mattina di mercoledì 2 settembre hanno approfittato del sole per fare capolino nel nuovo Centro congressi realizzato in Porto vecchio per Esof2020, il festival scientifico che fino a domenica 6 settembre farà di Trieste la capitale europea della scienza.

Esof 2020 Trieste, la grande attesa al Centro congressi in Porto Vecchio

Qualche ora prima dell'inaugurazione i primi visitatori, dotati di mascherina, hanno cominciato a girare all'interno dell'edificio fra gli stand allestiti per l'evento che Trieste attendeva da anni.

 

 

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