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Trieste, multa all’organizzatore della partita tra liceali

Il liceo Oberdan

Individuato dai carabinieri un ex studente del liceo Oberdan: dovrà pagare 400 euro per violazione delle norme anti-Covid

TRIESTE Sarà un ex studente del liceo Oberdan a dover pagare la sanzione amministrativa per aver violato le norme anti-Covid, organizzando le semifinali di un torneo di calcetto, che sabato scorso ha riunito nel campo del Dopo lavoro ferroviario di viale Miramare un pubblico di ben 200 persone. Troppe secondo le norme vigenti, che per il calcio amatoriale prevedono un numero ben minore di spettatori. Il match era stato infatti interrotto dai carabinieri, chiamati dai residenti vicini poiché disturbati dal frastuono dei tifosi, che si erano portati dietro pure tamburi e megafono.

Il giovane, che ha 19 anni, è risultato dagli accertamenti della Compagnia dei carabinieri di Barcola la persona che si era occupata di prenotare il campo, telefonando al bar del Dlf, gestito dalla cooperativa sociale La.se. Da quel che è emerso chi ha risposto dall’altra parte della cornetta non era a conoscenza del fatto che lì si sarebbe tenuto un evento con un numero così importante di persone.


Spiega Roberto Fermo, presidente della cooperativa La.se, che opera in diversi settori, da quello delle pulizie civili alla vigilanza non armata, e che ha la sede negli stessi spazi di viale Miramare, in affitto dallo stesso Dlf: «Gestiamo il calendario delle partite che si tengono nel campo di proprietà dell’associazione del Dopo lavoro ferroviario e ci limitiamo ad aprire e chiudere le porte dell’area gioco, attenendoci al protocollo Covid. Solitamente le prenotazioni le gestiamo al telefono, come nel caso di sabato: ci hanno telefonato, ma poi si sono presentate 200 persone. Avevamo soltanto un addetto in quel momento, che ha chiesto ai ragazzi di non creare assembramenti e di non usare i tamburelli. Purtroppo la situazione è diventata ingestibile. Il tifo è stato organizzato dai ragazzi che hanno fatto tutto in maniera totalmente autonoma».

E precisa ancora: «Non abbiamo degli incontri che prevedono un pubblico. Da noi non ci sono tornei né li organizziamo. Il campo ospita allenamenti di persone che giocano a livello amatoriale. Questo di sabato è stato un caso totalmente anomalo».

Ma il 19enne, su cui è ricaduta l’intera responsabilità per l’assembramento che si è creato durante il match e che dovrà saldare una sanzione di 400 euro, l’importo minimo in questo caso, annuncia già ricorso contro il provvedimento amministrativo. «Non penso di essere io il responsabile – si difende il ragazzo –, il mio nome riguardava solo la prenotazione del campo, ma non ho firmato alcun foglio in qualità di responsabile del pubblico. Se il pubblico non poteva esserci, avrei organizzato in una maniera diversa. Ma il gestore del campo ha detto che potevano partecipare delle persone come pubblico. Tuttavia, nemmeno noi ci aspettavamo arrivassero in 200. Anche perché quest’estate avevamo fatto altre partite ed era venuta al massimo una quarantina di spettatori». La partita, precisa poi il giovane, «è stata organizzata da me e altri cinque ragazzi, in totale autonomia rispetto alla scuola».

I ragazzi, da quel che si è appreso, hanno acquistato anche uno strumento per misurare la temperatura sabato sera a tutte le persone che arrivavano. «Lo abbiamo fatto per tutti, compreso il pubblico – spiega ancora l’organizzatore del torneo –, a cui abbiamo anche chiesto di portare la mascherina. A un certo punto io ero consapevole che il numero di presenti era eccessivo, tanto che abbiamo chiesto a una parte di spostarsi anche sull’altra tribuna, per distanziare le persone».

All’incontro, si è venuto inoltre a sapere, erano arrivati anche due professori del liceo, in veste di privati cittadini. In particolare, uno vi è giunto alla fine della partita, quando i Carabinieri erano già intervenuti. L’altro, da quanto si apprende, è rimasto per poco tempo. —




 

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