Trieste, 10 milioni per un albergo da 70 stanze all’ex Distretto militare sotto San Giusto

Un rendering del futuro albergo di via del Castello

Hotel da quattro-cinque stelle con maxi terrazza, piscina e spa. Incluso nella ristrutturazione anche l’ex atelier di Spagnoli

TRIESTE Quando non sarà solo rendering e diverrà realtà, potrà essere considerato il vero, grande colpo di Gabriele Ritossa nella sua città. Lo aveva già annunciato in un’intervista di inizio d’anno, poi emergenza sanitaria e riorganizzazione economica lo avevano collocato in una posizione defilata tra le ambizioni di uno degli imprenditori più dinamici della regione: l’ex Distretto militare in via del Castello, a quattro passi da San Giusto, diventerà un albergo con 70 stanze da quattro/cinque stelle, capace di sistemare 100 posti letto. Ci spenderà oltre 10 milioni in autofinanziamento, senza ricorrere alle banche.



Il progetto, come documentano i rendering nella fotogallery allegata, è già pronto e necessita di passaggi amministrativi in sede comunale che probabilmente fruiranno dell’ormai pronto Piano particolareggiato del centro storico: Ritossa suggerisce un cronoprogramma prudente, pensa di avviare il cantiere alla fine del 2021, i lavori si protrarranno per tre anni ed è ragionevole ritenere che si approderà al 2025.

Nella foto di Andrea Lasorte, l’ex Distretto militare e l’ex atelier dello scultore Nino Spagnoli


Mentre altri investimenti sono stati impostati insieme ai soci Alessandro Pedone e Alberto Diasparra nell’ambito della Ferret srl, Ritossa si è tenuto per sé la salita al Colle, mettendo in campo la holding Sarafin: l’aveva iniziata da solo nel 2017 con l’acquisto dell’ex Distretto da Cassa depositi e prestiti per 2,3 milioni; l’ha completata all’inizio del 2020 spuntando per 530.000 euro all’ennesima asta comunale il vecchio edificio di via dell’Ospitale, proprio alle spalle dello smantellato Distretto. In un primo tempo si era ipotizzata una riconversione residenziale, evidentemente rivista. Il progetto iscrive al suo interno anche via dell’Ospitale, dove una volta c’era l’atelier dello scultore Nino Spagnoli.

Nella foto di Andrea Lasorte, l’ex Distretto militare e l’ex atelier dello scultore Nino Spagnoli


Ma l’attrazione dell’hotel è rappresentata dai servizi con cui Ritossa ritiene di dotare la struttura recettiva: una terrazza panoramica di 900 metri quadrati dalla quale bearsi della vista adriatica, una piscina, una “spa” da 1500 metri quadrati a disposizione non solo dei clienti dell’albergo ma anche del triestino pagante. Verrà infatti creato un club cui iscriversi per poter accedere a sauna e bagno turco. L’imprenditore ha già valutato gli aspetti di carattere gestionale: sul tavolo tre contatti con catene di portata mondiale.

Per la verità l’ex Distretto è diventato tale in tarda età, nel 1933, perché in precedenza aveva svolto altri incarichi. Fu sede vescovile dal XIV al XVIII secolo, l’ultimo presule che vi abitò fu Antonio Ferdinando di Heberstein, in seguito trasferitosi a palazzo Brigido, poi a palazzo Mauroner e infine a palazzo Vicco. L’edificio venne trasformato a fine ’700 in un ospedale e nel 1841 divenne un ospizio per gli alienati. Poi il Comune vi installò una scuola di Agraria e nel 1852 il vescovo Bartolomeo Legat creò il Seminario dei chierici. Non era finita, ecco insediarsi l’Istituto magistrale femminile. Sede dei Vigili urbani, fu teatro dell’uccisione di Angelo Cattaruzza, avvenuta il 31 dicembre 1925 per mano di rapinatori che gli sottrassero le buste paga dei colleghi. —


 

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