Contenuto riservato agli abbonati

Le mostre al Magazzino 27 lanciano Esof 2020 e svelano un pezzo del Centro congressi  

Inaugurate ieri sera le esposizioni tematiche su arte e scienza. Poi la suggestiva illuminazione della vecchia ciminiera. 

TRIESTE L’accensione della grande scritta verticale a caratteri bianchi “Trieste Esof 2020”, lungo la vecchia ciminiera della Centrale idrodinamico, ha fatto da battesimo ieri sera verso le 20.30 all’inaugurazione della sala delle esposizioni al Magazzino 27, il contenitore che, assieme al nuovo Auditorium, proprio da ieri sera ospita le mostre dedicate ad arte e scienza di Esof.

Un’illuminazione a 250 watt: la scritta luminescente, realizzata da HeraLuce e alta circa 40 metri, sarà visibile da due prospettive, arrivando sia dal centro città che da viale Miramare.

Esof 2020, si accende la scritta luminosa sulla vecchia ciminiera del Porto vecchio



Poco prima, attorno alle 19, l’inaugurazione all’interno dello stesso Magazzino 27 delle mostre realizzate da artisti di fama sia locale che internazionale.



«L’idea di portare Esof a Trieste nasce due anni fa – le parole pronunciate da un elettrizzato sindaco Roberto Dipiazza – quando a Tolosa vedemmo quanto era stato realizzato. Lì capimmo che si poteva fare molto di più e così è stato fatto. Questo Auditorium è uno dei più importanti del Triveneto, si tratta di una sala dalla capienza di 1.900 posti della quale ne trarrà beneficio la città negli anni a venire. Ciò che più mi rende orgoglioso è aver visto che la città si è unita per la realizzazione di questo progetto, cosa non accaduta per altre candidature del passato».



A testimonianza di quanto sia stato importante il frutto di un lavoro comune per la realizzazione di questo obiettivo, è lo stesso Dipiazza a invitare al microfono Francesco Russo, suo sfidante “in pectore” alle prossime comunali. «È un risultato molto importante per la città – queste le sue parole – ma deve trattarsi del primo tassello di un mosaico rappresentato da tutto il Porto vecchio».



Visibilmente emozionato il “champion” di Esof Stefano Fantoni, che ha sottolineato pure lui come il risultato ottenuto sia ottimale, nonostante il poco tempo a disposizione. «È un momento magico», così Fantoni: «Siamo partiti in sordina ma ce l’abbiamo fatta nonostante il Covid. Ci tengo a sottolineare che siamo arrivati a questo punto senza alcuna legge speciale o aiuto particolare. Siamo bensì consapevoli che questo evento avrà un’eco di carattere scientifico in tutta Europa e non solo».

E poi, appunto, ci sono le mostre, che svelano da oggi un pezzo del nuovo Centro congressi. Mostre prestigiose e dal sapore più vicino a quello di una biennale veneziana che a un’esposizione prettamente scientifica. Si tratta di quattro percorsi tra arte e scienza con la partecipazione di artisti internazionali. A cominciare dal museo casereccio tutto dedicato alla Bora. La seconda esposizione, intitolata “Società – un mondo in transizione”, presenta ricerche e riflessioni provenienti da diversi Max Planck - Institutes di Scienze Sociali e Lettere. Il Festival Robotics, invece, spiega come la sperimentazione artistica che utilizza le tecnologie abilitanti della IV Rivoluzione industriale può divenire un motore primario per l’innovazione tecnologica. La mostra “Cinque progetti di arte&scienza”, infine, vuole far riflettere su come l’arte e la scienza contribuiscono, con modalità differenti, alla produzione della conoscenza. Le esposizioni rimarranno aperte fino a domenica 6 settembre, dalle 10 alle 22.—


 

Video del giorno

Trieste, insegnanti e genitori in piazza contro il Green Pass

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi