A Trieste via Imbriani sempre più “deserta”, i commercianti: «Va pedonalizzata»

L’addio della libreria Giunti è stato il colpo di grazia. La categoria invoca la chiusura al traffico per un cambio di rotta

TRIESTE Ha sempre stentato a decollare dal punto di vista commerciale, schiacciata tra corso Italia e piazza San Giovanni, dove il percorso netto dei pedoni resta quello che taglia dritto verso via delle Torri o verso via Gallina. Via Imbriani fatica, lo confermano tutti gli operatori che insistono su quella via, e nel tempo ha visto sparire un negozio dietro l’altro, da ultima la libreria Giunti che ha lasciato gli ampi spazi nel tratto centrale di quella via per trasferirsi in corso Italia.

Come la libreria, altre imprese negli anni si sono spostate in fori commerciali altrove, abbandonato quella strada: la pasticceria Lionetti, il fotografo, il salone di acconciature. Il punto vendita de La Perla ha chiuso, così come l’orologeria al civico 6, il negozio di oggettistica per la casa, quello di abbigliamento al civico 12, lo showroom della Ekofont.


Per i commercianti che hanno investito in quella via c’è un’unica cura: la pedonalizzazione. «La mia posizione è chiara, da anni, – sostiene Franco Rigutti, vicepresidente di Confcommercio Trieste e titolare dell’omonimo storico negozio di abbigliamento – a salvaguardia delle attività commerciali e per rendere ancora più gradevole la città, via Imbriani, così come via Mazzini vanno pedonalizzate, creando un “ring” attorno alla zona riservata ai pedoni in centro».

Rigutti racconta di una situazione di chi gestisce attività in quella zona «che era già difficile prima, ora dopo l’emergenza Covid-19 e lo smartworking che ha svuotato la città, impoverendola, è ancora più difficile: il mattino c’è un po’ di movimento, il pomeriggio si avverte un calo significativo».

A far sperare quei commercianti nella primavera del 2018 erano intervenute alcune anticipazioni del sindaco che aveva raccontato dell’intenzione di pedonalizzare via Imbriani. Serviva un test che avrebbe dovuto partire di lì a breve per capire se il sistema del trasporto pubblico locale e il flusso di corso Italia spinto tutto verso piazza Goldoni, con quell’arteria chiusa, potevano funzionare. «La via piano piano si sta svuotando, – commenta Roberta Maggini, titolare dei negozi Fabs e Box – l’unica possibilità di darle vigore è la pedonalizzazione, non ci sono altre chance».

Le fa eco Guido Cosciani, co-titolare di Gaia Life: «Quattro anni fa ho investito in questa attività attratto dalla ventilata possibilità di chiusura al traffico – ricorda –. Rivolgiamo un appello all’amministrazione perché riprenda in mano il progetto». «A valorizzazione del Museo Morpurgo – ricorda il presidente delle Fondazione Morpurgo proprietaria anche di alcuni fori commerciali su quella via – si era ipotizzata la sistemazione sulla strada, davanti all’ingresso, di due statue oggi conservate nel museo. La pedonalizzazione certamente agevolerebbe le attività».

Ma il progetto non è affatto stato archiviato, ma ripensato «cercando – spiega l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli – di trovare un compromesso che renda più gradevole passeggiare lungo quella via, senza stravolgere il tragitto del trasporto pubblico, mantenendo comunque le fermate dei bus che comunque generano movimento di persone». Il progetto al quale fa riferimento Polli prevede «l’allargamento dei marciapiedi stile via Trento su ambedue i lati della strada, creando al centro un'unica corsia che funzioni in entrambe i sensi di marcia per gli autobus grazie ad un sistema semaforico. Non è detto che la partita venga chiusa, ma è un obbiettivo al quale stiamo lavorando». Insomma, uno spiraglio resta aperto. —


 

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