Slitta l’intesa con Roma sul trasporto degli studenti, Trieste: «Solo pieno carico»

Controlli anti-Covid sul bus a Trieste

Riunione rinviata a lunedì e la Regione Fvg non molla. Pizzimenti: «Il tempo stringe». Luccarini: «Autisti e controllori non potrebbero far rispettare la capienza ridotta»

TRIESTE A poco più di due settimane dall’avvio dell’anno scolastico resta il caos sul Trasporto pubblico locale. Dalla riunione di ieri tra le Regioni e il Governo è emerso il via libera solamente alle linee guida da applicare nel caso in cui ci sia una positività nelle scuole dell’infanzia.

La riunione per quanto riguarda il come portare negli istituti i ragazzi è stata rinviata a lunedì prossimo quando ci sarà il braccio di ferro sulla percentuale di occupazione dei mezzi. Il Comitato tecnico scientifico vorrebbe fissarla al 50%, una quota ritenuta però troppo bassa anche dall’esecutivo nazionale che, secondo indiscrezioni, sarebbe orientato a proporre il 100% per le tratte extraurbane e una quota tra il 70 e l’80% per quelle urbane.



Numeri che non convincono la Regione Friuli Venezia Giulia, pronta alla sfida con Roma. Il governatore Massimiliano Fedriga non vuole aggiungere altro in attesa di avere, verosimilmente domenica, la proposta definitiva dai ministeri coinvolti limitandosi a ricordare come non ci siano stati picchi di contagio a fronte di un trasporto pubblico locale che viaggia al 100% a Trieste.

L’assessore con delega alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti conferma invece di essere pronto alle barricate «qualora il governo decidesse di scaricare sulla Regione le responsabilità». «Il Trasporto pubblico locale – prosegue Pizzimenti – è un meccanismo complesso e la proposta dell’occupazione all’80% potrebbe essere applicabile forse in qualche zona, se calcolata sulla capienza massima dei mezzi. Resta però da capire chi decide chi sale e chi no sui mezzi. Manca poco al via della scuola e i tempi sono ormai strettissimi per organizzare qualsiasi piano. Non commento neanche possibili separatori in quanto li considero fantapolitica».



A confermare il ritardo e la mancanza di certezze è il presidente della Trieste Trasporti Piergiorgio Luccarini: «La prima cosa da capire è chi materialmente dovrà controllare il raggiungimento della capienza. I nostri autisti non possono decidere chi far scendere o salire, tantomeno i 15 controllori in servizio ogni giorno. Con capienza all’80% ci sarà la calata degli Unni». Perplessità del presidente anche sui tempi ormai strettissimi per attuare eventuali correttivi. «Per predisporre qualsiasi novità serve del tempo – osserva Luccarini – in quanto gli autobus non si comprano dalla sera al mattino: i mezzi vengono consegnati in un periodo che va dai sei mesi a un anno. Sul fronte del personale abbiamo 600 autisti e sono sufficienti a coprire gli attuali turni considerando anche possibili malattie e ferie».

Solo nel polo scolastico di via Cantù – dove hanno sede il Volta, il Max Fabiani e il Deledda – gravitano 1.200 studenti che richiedono 10 autobus in più sulla linea 14. «Eventuali ingressi scaglionati – aggiunge Luccarini – richiederebbero personale e mezzi che non abbiamo. Dobbiamo fare quasi 6 mila corse al giorno e non possiamo pensare di tagliare altre linee».

Intanto Tpl Fvg, la scarl che racchiude le società del trasporto pubblico locale su gomma del Friuli Venezia Giulia, inizierà il 31 agosto la vendita degli abbonamenti scolastici agevolati al 50% e a prezzo pieno. A Trieste sono coinvolti potenzialmente 15 mila studenti, si tratta di tutti i ragazzi sotto i 27 anni. Le richieste dovranno essere presentate esclusivamente online, tutte le informazioni si possono trovare sul sito internet www.triestetrasporti.it. —


 

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