Trieste, scoperta una maxi discarica abusiva da 10mila mq in via Grimani

La discarica abusiva di via Grimani

L'area dell'ex comprensorio artigianale è piena di rifiuti pericolosi, tra cui amianto, vernici e idrocarburi. Uno spazio enorme sufficiente a coprire l'intero stadio Rocco per mezzo metro di altezza. Due le ditte indagate dalla Polizia locale, ma le indagini sono ancora in corso

TRIESTE Il Nucelo di Polizia ambientale della Polizia locale di Trieste ha scoperto una discarica abusiva da 10mila metri quadri per 4mila metri cubi di rifiuti, uno spazio - per intenderci - sufficiente a coprire l'intero stadio Rocco per mezzo metro di altezza.

L'indagine, scattata in seguito ad alcune segnalazioni e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica De Grassi, si è incentrata nell'ex comprensorio artigianale di via Grimani, a Rozzol, e hanno portato allo scoperta di un'area molto vasta composta da vari capannoni (circa 10.000 metri quadri), fortemente degradata e utilizzata per il deposito di rifiuti di vario genere, tanto da renderla nel corso del tempo una vera e propria discarica.

La discarica abusiva di via Grimani

Il complesso lavoro degli operatori della polizia locale è sfociato, alcuni giorni fa, in una minuziosa perquisizione dell'area che ha messo in luce il grave stato di degrado della zona, colma di rifiuti pericolosi e non.

La perquisizione è durata ben 12 ore - dalle 7 del mattino alle 7 di sera -, il tempo necessario a catalogare il materiale rinvenuto: tra questi 300 pneumatici fuori uso; svariati metri cubi di amianto; centinaia di barattoli di vernice, pittura e smalti (alcuni aperti e ancora parzialmente pieni); rifiuti RAEE (frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ...); diversi barili di idrocarburi dai quali fuoriusciva il liquido inquinante; centinaia di metri cubi di cartongesso, plastica e polistirolo; oltre 300 metri cubi di calcinacci e rifiuti edili in genere; carcasse di automobili; batterie di veicoli.

L'area e i rifiuti sono stati posto sotto sequestro. Allo stato attuale gli investigatori hanno inserito nel registro degli indagati due imprese ma l'indagine è ancora in corso per identificare altri soggetti che, negli anni, hanno contribuito a trasformare quella zona in una vera e propria discarica abusiva.

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