Trieste, fuori dal concorso per febbre: le escluse pronte al ricorso

Le quattro candidate che non hanno potuto partecipare alle selezioni per 12 posti da educatore negli asili si sono rivolte alla Cisl, che ora prepara un reclamo al Tar

TRIESTE La Cisl prende il sentiero di guerra dopo l’esclusione per febbre di quattro candidate dal concorsone post-lockdown per 12 posti da istruttore educativo negli asili: «Tutte e quattro si sono rivolte a noi - dice il segretario provinciale di Cisl Fp Walter Giani -, portando carte che provano che solo un’ora più tardi non avevano febbre, mentre al momento del test i partecipanti erano stati lasciati attendere più di un’ora al sole di agosto». La soluzione per il sindacato? Un ricorso per chiedere una sospensiva che consenta alle quattro escluse di rientrare in gara.

L’organo di riferimento in questi casi è il Tar: «Valuteremo domani (oggi ndr) il genere di ricorso, durante un incontro con il nostro legale, il giuslavorista Domenico Pizzonia - spiega Giani -. Riteniamo che il fatto sia molto grave, che l’amministrazione si sia presa una grande responsabilità, e abbiamo motivo di sperare di veder accolto il ricorso».



L’obiettivo del sindacato, comunque, è cercare di ottenere la riammissione delle quattro candidate senza ingenerare disagi per chi ha già sostenuto il test: «Soppeseremo assieme all’avvocato la formula opportuna per non far ricadere la nostra azione su chi non ha colpa alcuna», dice Giani.

Quali sono gli elementi che portano il sindacato ad agire in modo tanto deciso contro il Comune? «Tutte e quattro hanno una certificazione medica in cui si attesta che, a distanza di un’ora al massimo dalla rilevazione in concorso, avevano temperature comprese fra 36,2 e 36,4. L’esclusione scatta per temperature oltre 37,5: se avevano tanta febbre vorrei capire com’è che un’ora dopo stavano bene. Inoltre, stando alle ragazze, non hanno mai avuto una certificazione da loro controfirmata sulla temperatura rilevata». Un dato che collima con una critica di vecchia data della Cisl: «Noi abbiamo segnalato in passato che questi termorilevatori hanno dei malfunzionamenti, servono verifiche». Infine, Giani chiede: «Come mai prima della rilevazione i candidati son stati lasciati in attesa sotto il sole per un’ora, senza neanche un tendone? Una delle ragazze escluse si è sentita male, e nemmeno l’ambulanza arrivata sul posto ha rilevato la febbre». Insomma, una serie di elementi che per Cisl giustificano il ricorso, tanto più che l’esclusione dal concorso significa non soltanto perdere la possibilità di pigliare uno dei 12 posti, ma anche l’accesso a stabilizzazioni su posti vacanti e alla graduatoria supplenze per i prossimi tre anni.

Sono 122 le persone che mercoledì hanno partecipato al concorso, che si è svolto all’Allianz Dome. Il tst consisteva in 80 domande per 70 minuti a disposizione. —


 

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