Addio al rudere dell’ex Filodrammatico: a settembre il cantiere della rinascita

I ruderi dell'ex Filodrammatico

“Partita” da 10 milioni e 14 mesi di lavori per 100 posti auto e 34 appartamenti da almeno tremila euro al metro quadrato

TRIESTE Entro il Natale del prossimo anno l’ex Filodrammatico avrà buone possibilità di non essere più il triste rudere che si sta sbriciolando tra via degli Artisti e via Donota. Sarà un settembre di cantiere per lo storico edificio: il prossimo mese verranno avviati i lavori per trasformare la carcassa dell’ex teatro-cinema in uno stabile di buona edilizia con discrete quotazioni al metro quadrato.



L’imprenditore triestino Gabriele Ritossa ha definito l’operazione di acquisto tra la fine del 2019 e l’inizio del corrente anno, utilizzando come vettore la società Ferret, che lo vede socio insieme ai friulani Alessandro Pedone e Alberto Diasparra. Un po’ di tempo è andato con l’emergenza sanitaria, un altro po’ di tempo è stato richiesto dalla messa in sicurezza delle facciate, adesso finalmente la partenza: «Prevediamo 14 mesi di lavori - racconta Ritossa - per un investimento di 10 milioni di euro, che avrà il supporto di Banca Cividale».



Punto di caduta dell’operazione la realizzazione di 34 appartamenti e di 100 garage: «L’obiettivo è convincere una clientela medio-alta, in grado di impiegare 3000- 3500 euro al metro quadrato. L’ampiezza degli appartamenti varia da 80 a 150 mq, con la possibilità, ove richiesto, di unire più alloggi». La vendita inizierà a ottobre «ma - riprende Ritossa - abbiamo già numerose richieste per i garage, di cui nell’area centrale c’è veramente fame». Gli stalli saranno sistemati utilizzando la corte dietro lo stabile. Tra l’altro in zona, oltre alla forte richiesta privata, si va intensificando la presenza di alberghi, che genera ulteriore domanda.

Ritossa non è particolarmente sorpreso dai positivi umori che emergono dal settore, perchè «i posti belli vanno sempre, stiamo costruendo anche decine di appartamenti a Gemona e a Tolmezzo».

L’ex Filodrammatico ha alle spalle un curriculum abbastanza movimentato, che è interessante riepilogare. Abbandonato da un trentennio, subì due incendi, nel 2006 e nel 2009. Poi nel 2011 Cierre, società partecipata paritariamente dalla Cividin e dalla Cogg ex Riccesi, rilevò l’edificio dall’Inps all’asta pagandolo 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di ricavarne 19 appartamenti (la metà di quello che vuol fare Ferret) e un’ottantina di posti-auto. Cierre ottenne un contributo dalla Regione pari a 770.000 euro per riqualificare lo stabile e incentivare l’acquisto di alloggi con modalità convenzionate. Le vicende di Cividin (fallimento) e di Cogg-Riccesi (concordato preventivo) presero una certa piega, cosicchè tutto rimase fermo, fino a quando nell’autunno 2018 Ferret comprò l’ex teatro a 1,9 milioni.

Un ulteriore anno è evaporato per chiudere la pratica e arriviamo così al principio del 2020. Più o meno contestualmente Ferret aveva messo in cascina anche l’ex torre Telecom nel compendio giulia. —


 

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