Prezzi in ripresa e nuovi abitanti: vivere a Servola non fa più paura

Viaggio nel rione pronto a voltare pagina a cinque mesi dall’avvio dello spegnimento dell’area a caldo

TRIESTE «Stiamo lottando per il nostro rione. Ci vuole tempo, ma siamo convinti che potrà rinascere». Così un gruppo di energici residenti di Servola descrive lo spirito del quartiere, pronto a voltare pagina e a cambiare passo dopo aver tagliato il traguardo tanto atteso: lo spegnimento dell’area a caldo, iniziato esattamente cinque mesi fa con lo stop alla cockeria, inaugurata 123 anni prima.



Un sospiro di sollievo per molti abitanti, che stanno assistendo ora all’arrivo di nuovi residenti tra cui molte famiglie giovani. Persone che, dopo anni trascorsi dentro casa, iniziano finalmente a godersi le aree verdi private, condominiali e pubbliche. «Le mie finestre sono rivolte proprio verso lo stabilimento - dice Franca Romano -. L’aria più pulita si percepisce chiaramente. E non ci sono più rumori ed esplosioni. Speriamo che questo contribuisca ad attirare nuove attività, che nel tempo sono state chiuse». «Finalmente, senza i fumi che una volta si alzavano dalla fabbrica, vedo le stelle ed è bellissimo - spiega Luciana Turco - e posso stare nel giardino di casa senza problemi». «Ora si respira e posso rilassarmi nello spazio esterno della mia villetta- racconta Carla Decuia -. Il cambiamento l’ho visto subito. Prima, ad esempio, dovevo lavare spesso il mio cane che era costantemente pieno di polvere scura, ora non succede più. E la mia casa è stata anche rivalutata».



Il mercato immobiliare già da qualche mese è più vivace. Qualcuno ha già acquistato, grazie ai prezzi ancora contenuti, altri stanno monitorando annunci e possibili vendite. «Nella zona di via Pane Bianco sono arrivati di recente coppie con bambini - ricorda Alessandra Godina - è un buon segnale». «Due anni fa ho venduto la casa dei miei genitori e l’ho dovuta quasi regalare - ricorda Daniela Petronio -, nessuno voleva venire qui. Adesso le cose stanno lentamente cambiando». «C’è più voglia di vivere all’aperto, le persone si stanno prendendo cura anche dei giardini condominiali, per sfruttarli al meglio. Speriamo che i nonni tornino a passeggio con i nipoti, fino a pochi mesi fa anche questo spaventava - ricorda Roberta Millini -. E poi vediamo un cambio generazionale: stanno arrivando persone giovani, attratte dalla presenza di casette con giardino, che tanti cercano. Certo, molti fori commerciali sono chiusi, ma chissà che anche su questo fronte qualcosa possa cambiare. Insomma - aggiunge - sappiamo che ci vorrà tempo, e pazienza, ma la voglia di rivitalizzare Servola è diffusa».

Nel corso degli anni tante attività hanno abbassato le saracinesche e molti abitanti si sono trasferiti. «Un po’ si scontava l’apertura di grandi supermercati non lontano, un po’ - commentano alcuni residenti - a molti spaventava l’idea di investire nel “rione con la Ferriera”, dove i problemi di puzza e polveri erano risaputi. E poi la nomea di una zona inquinata ha fatto scappare tante famiglie».

E i residenti si stanno dando da fare anche con iniziative ed eventi. Il mercoledì è tornato il mercatino, alcune ragazzine del rione vendono limonata fresca, c’è la voglia di riportare il Carnevale agli antichi fasti e il desiderio di dar vita a nuovi appuntamenti durante l’anno. «La forza di Servola sta proprio nella comunità - sottolinea Stefano Bernobich, presidente della Settima circoscrizione -. Ci sono tante persone con una grande voglia di fare, basti pensare a come si sono mobilitati per conservare l’ufficio postale che rischiava di chiudere. C’è un senso di borgo, di appartenenza a questo rione che sicuramente lo aiuterà nella rinascita». —


 

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