I medici di base si sfilano: a Trieste e Gorizia i test sierologici sui prof si faranno negli ospedali

Una persona sottoposta al test sierologico

Asugi ricalibra lo screening sul personale della scuola dopo la mancata adesione dei dottori di famiglia. Ieri registrati nove contagi a fronte però di pochi tamponi

TRIESTE I test sierologici nel mondo della scuola per escludere un’infezione coronavirus in atto partiranno nella Venezia Giulia, ma non è ancora chiaro quando. Di certo, sono già in ritardo e, a leggere un comunicato di Asugi, i medici di medicina generale, non citati nel testo, non entrano nella partita, almeno in questo momento. Una situazione emersa già la scorsa settimana e che sembra non troppo diversa in Friuli.



Per quando concerne i test sierologici rivolti al personale docente e non docente delle scuole pubbliche e private, fa sapere Asugi citando la circolare del Miur che dà gli indirizzi operativi, gli interessati, chiamati all’iniziativa su base volontaria, potranno prenotare il prelievo (che sarà effettuato negli ospedali Maggiore a Trieste, San Polo a Monfalcone e San Giovanni di Dio di Gorizia) attraverso il call center regionale, le farmacie abilitate e il Cup dei presidi ospedalieri di Trieste, Monfalcone e Gorizia. Un ulteriore “stress” insomma per le strutture ospedaliere, già messe sotto pressione dall’operazione tamponi per chi torna da Paesi a rischio.

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I tempi dell’avvio dei test sul personale della scuola? «Indicativamente entro la fine di questa settimana, probabilmente giovedì – verrà comunicata la data di inizio della procedura». Quanto ai medici di medicina generale, nessuna svolta. Le perplessità sull'impegno temporale (almeno un quarto d’ora a test) e sulla gestione di eventuali positività non sono state superate ed evidentemente le adesioni, che venerdì 21 agosto erano una quarantina (su un totale di 270 professionisti tra Trieste e Gorizia), non sono aumentate più di tanto.

A tirarsi fuori sembrano essere anche i colleghi friulani. «Sono numerose le richieste di poter fissare negli ambulatori di medicina generale i test sierologici rapidi da parte del personale scolastico e parascolastico – si legge in una nota dell’Ordine dei medici di Udine –, ma sono appuntamenti che inevitabilmente devono slittare a data da destinarsi, in quanto latitano le indicazioni regionali».



Sui test, che «sarebbero dovuti partire lunedì, come comunicato dalla direzione centrale della Salute, per protrarsi fino al 7 settembre, non c’è ancora chiarezza», afferma il presidente Maurizio Rocco, mentre l’opposizione incalza con il Pd. «Fedriga ora lavori, pensi a quello che può e deve fare con le competenze regionali per assicurare la riapertura delle scuole e mantenere la sicurezza sanitaria – dichiara il segretario regionale Cristiano Shaurli –. Dia subito le linee guida e i kit per i test sierologici ai medici di base, e la faccia finita con lo scaricabarile».

Attacca, sui trasporti, anche la consigliera Mariagrazia Santoro: «A oggi Fedriga e Pizzimenti non hanno mosso un dito per fare la propria parte, riprogrammando l'utilizzo dei mezzi pubblici alla luce dell'emergenza Covid, e i primi a farne le spese saranno proprio gli studenti». Tutto questo mentre i sindacati della scuola hanno stimato «ben superiore alla metà della platea» il personale disposto a eseguire il prelievo, per garantire più sicurezza nel momento di una ripartenza delle lezioni in presenza, prevista in regione dal 16 settembre, che sarà non poco delicata.



Ieri intanto in Fvg si sono registrati altri nove contagi (cinque a Pordenone, quattro a Udine) su un totale di 1.408 tamponi, un dato al ribasso rispetto ai 3-4mila effettuati sulle 24 ore la scorsa settimana. Il totale da inizio emergenza è di 3.651 positività al virus, di cui 1.455 a Trieste, 1.144 a Udine, 803 a Pordenone e 242 a Gorizia, cui si aggiungono 7 persone da fuori regione. Gli attualmente positivi sono ora 309 (+7), le terapie intensive occupate due (stabili), mentre i ricoveri nei reparti delle malattie infettive salgono a 13 (+2). Nemmeno ieri si sono contati decessi (348, di cui 197 a Trieste, 77 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia), i totalmente guariti ammontano a 2.994 (+2), i clinicamente guariti rimangono 11 e le persone in isolamento 283 (+5). —


 

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