Pestaggio in pieno giorno a Barcola: il pugile sospeso dalla sua palestra

L’istruttore: «Presentato un esposto alla Federazione, ci dissociamo da questa violenza»

TRIESTE Il ventenne Gaspare Arcilesi, il pugile agonista che domenica 9 agosto a Barcola in pieno pomeriggio ha picchiato brutalmente due trentenni, per il momento non può frequentare la palestra (la Apollo) in cui si allenava abitualmente. Lo conferma l’istruttore del giovane, Francesco Rumignani: «In attesa di una decisione della Federazione, Arcilesi per il momento non viene, l’ho invitato a non presentarsi».

L’episodio è stato infatti segnalato alla Federazione pugilistica italiana, in modo che prenda provvedimenti disciplinari. «Noi come palestra non abbiamo alcun potere in merito - precisa l’istruttore - quindi abbiamo preparato l’esposto riferendo l’accaduto. Aspettiamo una risposta a breve da parte della Federazione. Probabile che venga stabilita una sospensione. La palestra comunque si dissocia da questo comportamento violento», precisa. «Ai nostri ragazzi cerchiamo di trasmettere non solo le tecniche delle boxe, ma anche i principi dell’autocontrollo e del rispetto». La magistratura stessa auspica che lo sportivo venga allontanato e sospeso da incontri, corsi ed eventi.



Sul caso il pm Federico Frezza (attuale procuratore) ha già aperto un fascicolo per lesioni personali aggravate e continuate. Gli accertamenti potrebbero concludersi a breve con l’avviso di conclusioni indagini.

Ma mentre appare ormai chiara la dinamica del pestaggio (c’è un video registrato delle telecamere esterne di un autobus che documenta il fatto), i dubbi su cosa può aver innescato l’aggressione del pugile permangono ancora.

Quel pomeriggio Arcilesi colpisce prima uno dei due trentenni con una testata al volto e successivamente lo spinge al centro carreggiata. Il bus che passa in quell’istante (la 36), si ferma in tempo evitando di investire la vittima. Ma nel contempo la telecamera installata sul mezzo riprende il resto della scena: i successivi pugni sferrati dal pugile a entrambi gli avversari e il calcio in faccia a uno dei due.

Ma il ventenne, in quel momento in compagnia della fidanzata, è stato provocato? Prima di reagire con testate e pugni e con il calcio, c’è stata insomma una discussione? Un’offesa, una parola di troppo rivolta alla ragazza? Il pugile ha dovuto difendersi? Non è chiaro. Anche se nulla, ovviamente, giustifica una violenza del genere.

L’aggressione avrà inevitabili risvolti giudiziari. Uno dei due trentenni picchiati (che durante la colluttazione a un certo punto aveva scagliato una bottigliata contro il pugile) si è già rivolto a un legale, l’avvocato William Crivellari. «Il mio assistito - spiega - è stato operato alla mandibola e al naso, entrambi fratturati. E ha tutti i denti dell’arcata superiore rotti. Il fatto, avvenuto in pieno giorno, è gravissimo».

Grazie alle immagini delle telecamere e alle testimonianze dei presenti, la Polizia locale è riuscita a risalire all’autore dell’aggressione in poco tempo. Gli agenti sono piombati in casa di Arcilesi nei giorni successivi: durante la perquisizione hanno trovato gli abiti che il ventenne indossava quel giorno.

Per il pugile ora inizia il calvario giudiziario. E con ogni probabilità scatteranno a suo carico richieste di risarcimento danni da migliaia di euro. —


 

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