I test sierologici sul personale scolastico pronti a partire negli ospedali di Trieste, Gorizia e Monfalcone

Lo annuncia una nota di Asugi. A breve usciranno date e modalità. Per prenotare il prelievo ci si potrà rivolgere al call center regionale (0434 223522), alle farmacie abilitate o ai cup dei presidi ospedalieri

TRIESTE Verranno effettuati negli ospedali Maggiore di Trieste, San Polo di Monfalcone e San Giovanni di Dio di Gorizia i test sierologici previsti per il personale docente e non docente delle scuole che fa riferimento all'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Lo rende noto la stessa azienda, sbloccando così la situazione di stallo che si era creata dopo lo slittamento dello screening sierologico rivolto a 16.500 operatori della scuola tra insegnanti, bidelli, educatori comunali e addetti delle cooperative che curano i servizi educativi per i bambini fino ai 6 anni annunciato per lo scorso lunedì.  

Per prenotare il prelievo - riferisce Asugi - ci si potrà rivolgere al call center regionale (0434 223522), alle farmacie abilitate o ai cup dei presidi ospedalieri di Trieste, Monfalcone e Gorizia. Entro la fine di questa settimana, presumibilmente giovedì - fa sapere l'azienda - verranno comunicate la data di inizio della procedura e le modalità specifiche.

Intanto a lanciare l'allarme sull'incertezza che ancora domina il mondo della scuola è stato l'Ordine dei medici di Udine: «Sono numerose le richieste di poter fissare negli ambulatori di Medicina Generale i test sierologici rapidi da parte del personale scolastico e parascolastico, come previsto dal decreto legge del 7 agosto» ma sono «appuntamenti che inevitabilmente devono slittare a data da destinarsi, in quanto latitano le indicazioni regionali» si legge in una nota.

«Sui test, che sarebbero dovuti partire ieri, come comunicato dalla Direzione centrale della Salute, per protrarsi fino al 7 settembre, non c’è ancora chiarezza - afferma il presidente Maurizio Rocco -. I medici di base stanno attendendo ancora le direttive da parte della Regione Fvg».

Inoltre, sottolinea l’Ordine «i kit per effettuare il test non sono neppure stati consegnati ai medici di famiglia» parte dei quali «non sono dotati degli indispensabili dispositivi di sicurezza personale necessari ad avviare questa campagna di rilevamento rapido del virus». «Alcuni colleghi - precisa il vicepresidente Gian Luigi Tiberio - si sono comprati per conto proprio presidi di protezione, ma tutti coloro che hanno aderito dovranno ricevere gli strumenti a tutela della propria e altrui incolumità» 

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