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Controlli anti-Covid di Vienna ai confini: code a Coccau, inferno sulle Caravanche

Un’ordinanza del governo Kurz impone di visionare chiunque provenga dall’estero e registrare i provenienti dalla Croazia

Stefano Giantin
1 minuto di lettura

BELGRADO Code chilometriche, attese infinite, la pazienza che presto lascia spazio alla rabbia, mentre le scorte di acqua e cibo in breve finiscono. E poi, smaltita la coda, ancora controlli estenuanti di polizia, agenti dal piglio severo, documenti e formulari da compilare. È questo il prezzo che si paga per andare in vacanza all’estero – in particolare in Croazia – al tempo del coronavirus.

Lo hanno scoperto migliaia e migliaia di austriaci, ma anche tantissimi tedeschi e olandesi e altri cittadini di Paesi dell’Europa centrale, rimasti imbottigliati sabato notte e anche ieri in code infernali in territorio sloveno. Al confine tra Slovenia e Austria, in attesa prima del tunnel delle Caravanche, la polizia di Vienna prende nota dei rientri dalla Croazia per poter tracciare i contagi in caso di focolai. E così file di oltre 12 ore si sono registrate al valico, di fronte a quello che è il passaggio privilegiato per gli austriaci di rientro dalla costa croata. Ma come vedremo il collasso della viabilità nel Centro Europa a causa dei controlli anti-Covid ha creato disagi anche in Italia.



«Non abbiamo più acqua e niente da mangiare, mio padre è sulla sedia a rotelle e non può uscire o andare al bagno e non procediamo» di un metro, ha denunciato nella notte di sabato un automobilista austriaco, bloccato in coda come tantissimi altri compagni di sventura. «Dopo 12 ore abbiamo ricevuto un po’ d’acqua dalla Croce Rossa, molto gentili, per il resto non siamo stati informati di nulla», ha rincarato un’altra viaggiatrice. E non sono mancate le polemiche politiche. Le autorità carinziane hanno infatti sostenuto che l’applicazione dell’ordinanza sui controlli non sia stata «concordata» con Klagenfurt, ha attaccato il governatore della Carinzia, Peter Kaiser, che ieri mattina ha annunciato di aver convinto Vienna ad allentare i controlli per «il benessere delle persone», criticando l’applicazione rigida dell’ordinanza in un weekend già di per sé da bollino nero.

Irritata anche Lubiana, con la polizia slovena che ha comunicato di non essere «stata informata» dell’applicazione così «restrittiva» dei nuovi controlli. Tali controlli sono mirati agli austriaci che rientrano dalle ferie in Croazia, magari facendo una deviazione via Fvg per evitare il giogo delle Caravanche.—


 

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