Attenzione, il virus non si è indebolito. Guardia sempre alta e non fidiamoci

Essendo il virus ancora poco diffuso, in 8-9 casi su 10 l’infezione continua a rimanere asintomatica. Ma attenzione: se continuiamo a rilassarci, la diffusione sarà esponenziale e in quattro e quattr’otto riavremo gli ospedali affollati e le rianimazioni piene.

TRIESTE Cosa sta succedendo al coronavirus? Se lo domandano in molti in queste settimane, con l’impennata nei casi di contagio senza che questi portino ad un aumento di ricoveri e decessi. Che SARS-CoV-2 sia diventato meno virulento? Purtroppo non è così. Partiamo dai numeri: siamo intorno a 1000 nuove infezioni al giorno, lo stesso numero di casi che si contavano a metà maggio. Ma le rianimazioni registrano una settantina di ricoveri, contro gli oltre 800 di quel tempo. È questa differenza di oltre 10 volte nell’apparente gravità che sta facendo circolare la falsa idea che il virus si sia attenuato. In realtà le sequenze del genoma virale (sono oltre 4.500 quelle disponibili da tutto il mondo), indicano che questo non è vero: il virus rimane quello iniziale. C’è una mutazione (chiamata D614G) nella proteina Spike di SARS-CoV-2, quella che dà l’aspetto a corona al virus, che si è diffusa in maniera importante dall’inizio dell’epidemia, tanto che uno studio di questa settimana sulla rivista Cell suggerisce che possa conferire un vantaggio al virus. Ma questa mutazione era già presente a febbraio in Italia e comunque rende il virus più (e non meno) infettivo, e non sembra influire sulla gravità della malattia.

Come spiegare allora i dati sulla gravità? Semplicemente considerando che in primavera contavamo bene il numero dei malati ma sottovalutavamo il numero delle persone infettate. Lo dimostrano i dati sulla mortalità generale per COVID-19, che in tutto il mondo si attestano intorno all’1-2%, ma in primavera in Italia venivano stimati ad oltre il 12%. Questa discrepanza ha un motivo semplice: nei primi mesi della pandemia facevamo giocoforza pochi tamponi e solo sulle persone con sintomi. A quel tempo, quindi, per ogni infettato accertato c’erano in giro dieci volte di più persone asintomatiche. Ora invece l’Italia si è meritoriamente attrezzata a eseguire decine di migliaia di tamponi al giorno, tanto da tracciare tutti i casi. Essendo il virus ancora poco diffuso, in 8-9 casi su 10 l’infezione continua a rimanere asintomatica. Ma attenzione: se continuiamo a rilassarci, la diffusione sarà esponenziale e in quattro e quattr’otto riavremo gli ospedali affollati e le rianimazioni piene. Come affrontare questo periodo di rientro alla normalità allora? Ottime le regole di vietare le discoteche, evitare le feste e gli assembramenti, obbligare all’utilizzo della mascherina. Ma ci vuole soprattutto buon senso, che sembra invece mancare in tante delle fotografie dei vacanzieri di queste settimane, uno addosso all’altro. Stare distanti e portare la mascherina deve diventare un mantra da ripetere e ripetersi continuamente per non ritrovarci rapidamente nel dramma. –


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