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Colpito da una scarica di 20 mila volt, operaio in prognosi riservata

L’azienda Iskralegno dove è avvenuto l’infortunio sul lavoro Foto Bonaventura/Zonch

Stava lavorando sull’impianto elettrico della Iskralegno. Portato al San Polo e trasferito prima a Cattinara e poi a Padova 

MONFALCONE Il botto di una scarica da 20 mila volt poteva costargli la vita. Il lavoratore con un utensile per stringere viti e bulloni avrebbe “toccato” il punto di tensione elettrica ustionandosi la mano e l’avambraccio. L’infortunio è accaduto ieri mattina all’azienda Iskralegno srl, specializzata nella lavorazione del legno, situata in via delle Risorgive, nella zona industriale Schiavetti Brancolo.

L’uomo, Loris Sbrissa, 44 anni, residente nella provincia di Treviso, ha riportato una serie di lesioni. Alla fine è stato trasferito con l’elisoccorso a Padova, dove è stato sottoposto ad un intervento. La prognosi è riservata.


L’incidente è scaturito attorno alle 8.30, nel momento in cui è scattato il primo allarme. Il lavoratore era alle prese con un intervento di manutenzione ordinaria all’interno della cabina elettrica dell’azienda, all’opera assieme alla sua squadra, composta da quattro manutentori e un tecnico esterno. Un’operazione che viene svolta una volta all’anno e che Iskralegno ha affidato a una ditta specializzata, la Elettrica B e C Srl, di Riese Pio X, in provincia di Treviso.

L’intervento di manutenzione era stato richiesto dall’azienda sfruttando il periodo di chiusura delle ferie agostane del personale, una trentina di dipendenti. Un’attività dunque ordinaria, eseguita da operatori evidentemente preparati nel settore. L’uomo stava lavorando all’interno della cabina, si trovava solo, due colleghi erano invece in postazioni distanti una decina di metri. Tutto sembrava procedere regolarmente, finché è scattato l’allarme, il primo, come è stato spiegato, verso le 8.30.

Il 44enne, per cause che saranno da appurare, è stato “colpito” da una scarica alla mano destra interessando l’avambraccio, almeno questa è una prima ipotesi dovendo chiarire l’effettiva entità della scossa elettrica che lo ha interessato e quindi la portata delle relative ustioni. I colleghi hanno avvertito il botto, simile a un’esplosione, e si sono precipitati nella zona dove stava operando il quarantaquattrenne. Il responsabile della Iskralegno ha immediatamente chiamato i soccorsi e altrettanto rapidamente ha raggiunto la cabina dove si trovava l’infortunato. «Ho chiamato subito il pronto intervento e mi sono diretto alla cabina elettrica – ha spiegato il responsabile aziendale –. Era evidentemente sotto choc, ma era cosciente, rispondeva alle domande che gli facevo. L’abbiamo lasciato nella cabina dovendo attendere l’arrivo degli operatori sanitari, in grado di intervenire correttamente nell’opera di soccorso. Nel giro di cinque minuti sono giunte la Croce Verde e un’ambulanza del 118».

Il paziente è stato prima trasportato all’ospedale San Polo, nel provvedere al successivo trasferimento con l’elisoccorso all’ospedale triestino di Cattinara. E da Trieste l’ulteriore viaggio verso Padova.

All’azienda Iskralegno s’è concentrata la mobilitazione, la Polizia con gli uomini della Scientifica ad eseguire le verifiche, gli operatori della Medicina del Lavoro, nonché i vigili del fuoco. Sono in corso quindi le indagini da parte della Procura di Gorizia, che ha disposto il sequestro della cabina elettrica. Restano pertanto al vaglio la dinamica e le cause che hanno determinato l’infortunio.

Dalla Elettrica B e C l’evidente preoccupazione circa lo stato di salute del proprio dipendente. Uno dei soci titolari, messo al corrente degli aspetti di massima della vicenda, ha cercato di seguire durante l’intera giornata l’evolversi della delicata situazione, fino a venire a conoscenza dell’intervento al quale il quarantaquattrenne è stato sottoposto, poi l’opportuna sedazione.

Prognosi riservata, dunque, mantenendo pertanto l’incertezza sulle condizioni dell’infortunato. Non resta che attendere per capire gli ulteriori sviluppi.

L’impresa trevigiana si occupa della pulizia delle cabine elettriche, che consiste nel regolare viti e bulloni e verificare le misure di protezione. Il lavoratore infortunato assieme ai colleghi sono una squadra collaudata, è sempre stato spiegato, adeguatamente preparata.—

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