Trieste, abusava delle clienti durante i massaggi. Le telecamere lo incastrano: arrestato

A sinistra il palazzo di via Fabio Severo in cui lavorava Luciano Vian, ritratto a destra all’interno del suo studio

Sotto indagine per violenza sessuale il quarantottenne Luciano Vian. Una donna lo ha denunciato dopo due sedute

TRIESTE La Polizia ha arrestato un massaggiatore triestino per violenza sessuale. Si chiama Luciano Vian, ha 48 anni ed esercita in uno studio in via Fabio Severo 33. Al momento è ai domiciliari.

Il quarantottenne è stato denunciato nelle scorse settimane da una cliente: una donna che si è rivolta alla Questura dopo aver ricevuto alcune “attenzioni” che, stando alla sua testimonianza, andavano ben oltre alla prestazione professionale. La Procura di Trieste ha quindi aperto un’indagine, affidata al Commissariato del Polo San Sabba: gli agenti, di nascosto, hanno piazzato alcune micro telecamere nello studio del massaggiatore. Nelle immagini registrate si vede che l’uomo, in effetti, allungava spesso le mani sulle donne. A quel punto gli investigatori avevano materiale sufficiente per entrare in azione e fermare Vian.



Un insospettabile, evidentemente: a sentire chi si recava di tanto in tanto nello studio di via Fabio Severo 33, frequentato abitualmente da utenti di ogni tipo, anche professionisti di livello, emerge un ritratto tutt’altro che equivoco sulla figura di Vian. «Io sono stata più volte tempo fa da lui perché avevo un problema al collo - riferisce una ex cliente - e posso solo che parlarne bene. Con me si è sempre comportato in modo assolutamente professionale. E così ha fatto con altri miei amici e conoscenti».



Ma la testimonianza della donna che ha sporto denuncia alla Polizia tratteggia un altro volto del massaggiatore triestino. La vittima (al momento solo presunta) ha riferito agli agenti la propria esperienza spiegandola nei particolari: nel corso di due differenti sedute, mentre si trovava sdraiata con le braccia distese lungo il lettino, il professionista aveva appoggiato il proprio organo genitale in erezione sulle mani della donna, coperte da un lenzuolo.

Così anche nel corso della seconda prestazione. Ma in questo caso il quarantottenne era andato addirittura oltre: il massaggiatore, dopo aver fatto distendere la cliente in posizione supina sul lettino per massaggiarle la spalla, si era messo in una posizione che gli permetteva di toccare con il proprio gomito la zona pubica della donna. Lei, scioccata e incredula di quanto accaduto, non appena uscita dallo studio si era subito recata in Questura per sporgere denuncia.

Ma agli inquirenti servivano prove certe sul comportamento del professionista e su quanto affermato dalla cliente. Le telecamere installate dalla Polizia nello studio hanno confermato i sospetti: «L’indagine - scrive la Questura in un comunicato - ha riscontrato l’effettiva abitualità dell’indagato nel porre in essere delle condotte a sfondo sessuale nei confronti della maggior parte delle clienti donne». Con le donne «non gradite», o con gli uomini, Vian si limitava ai massaggi, con un approccio del tutto professionale.

Il quarantottenne dovrà rispondere del reato di violenza sessuale («atti di libidine subdoli, senza il consenso delle vittime», precisano i magistrati) con abuso di prestazione d’opera. L’ordinanza di applicazione dei domiciliari è stata emessa dal gip Luigi Dainotti, su richiesta del pm titolare del fascicolo.

Non è la prima volta che Vian finisce in guai giudiziari: il professionista, annota la Questura, in passato era già stato condannato per fatti analoghi.

Il quarantottenne sarà interrogato venerdì in Tribunale dal gip Giorgio Nicoli. L’indagato è difeso dall’avvocato d’ufficio Marta Silano. —


 

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