Settembre per il Pinot Grigio ma c’è chi vendemmia prima

Inizia il conto alla rovescia sul Collio dove ci sarà una raccolta anticipata dell’uva già a fine mese per le viti resistenti. Ora il comparto spera di recuperare l’annata

CORMONS Via alle vendemmie nei primi giorni di settembre con la raccolta del Pinot Grigio, ma chi si è dotato di viti resistenti potrebbe anticipare all’ultima settimana di agosto. Sono queste le tempistiche attese dagli addetti ai lavori per la vendemmia 2020 nel Collio che si preannuncia dalla produzione minore rispetto alla media, ma dalla qualità eccelsa grazie a una stagione che sin qui è stata davvero ottimale tra giornate calde e nottate relativamente fresche, l’ideale per la maturazione delle uve.

A fare il punto della situazione alla vigilia del momento più importante dell’anno per il settore vitivinicolo è uno dei massimi esperti in regione, l’agronomo Claudio Fabbro, che oggi alle 18.30 a Villa Nachini di Corno di Rosazzo modererà l’annuale appuntamento promosso da Assoenologi Fvg con la Prevendemmiale, evento che tira le fila di un’annata a pochi giorni dall’inizio delle vendemmie. A parlare con lui saranno anche il presidente regionale di Assoenologi Rodolfo Rizzi, il meteorologo Marco Virgilio, l’agronomo Giovanni Bigot ed il docente universitario Emilio Celotti.


«Il vigneto Friuli – spiega – può contare su circa 25 mila ettari nei quali sono cambiate le varietà principali rispetto a vent’anni fa, quando dominavano Tocai e Merlot: oggi comanda il Pinot Grigio, distribuito su 7.840 ettari, seguito dalla Glera, la mamma del Prosecco, con 6.682 ettari, e dalla Ribolla, staccata a quota 1.549 ettari. Un quadro valido anche per il Collio: e siccome Prosecco e Ribolla non sono vini fermi, possiamo dire che la tradizione di queste terre è stata completamente ribaltata negli ultimi anni. Anche qui si segue la moda dell’aperitivo anche se di meno rispetto ad altre zone».

Ma cosa succederà nelle prossime settimane? «Si inizierà quasi ovunque a settembre col Pinot Grigio, anche se chi ha impiantato viti resistenti potrebbe iniziare già nell’ultima decade di agosto – risponde Fabbro – il clou però sarà per tutti nel prossimo mese: e quest’anno non vedremo tanta uva vendemmiata, è idea abbastanza comune ad esempio che il Pinot Grigio produrrà qualcosa in meno rispetto alle scorse annate. Nel 2019 la quantità pure era bassa ma la qualità alta: assistiamo comunque a un generale calo dei prezzi, che una volta erano influenzati proprio dalla qualità. Oggi non è più così in modo netto, intervengono anche altri fattori. È in ogni caso una stagione strana, come per tutti: l’effetto coronavirus si è fatto sentire sul nostro settore in modo purtroppo forte». Sulla stessa linea d’onda nella disamina generale è l’assessore all’agricoltura di Cormons, Mauro Drius, viticoltore di professione: «Inizieremo la raccolta con settembre: è stata un’annata purtroppo particolare sotto il profilo economico, speriamo di recuperare come settore in autunno i mancati incassi della primavera. Sono le due stagioni più prolifiche per chi produce e vende vino». —

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