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Affari record nei marina della regione dopo la stretta sui viaggi oltreconfine

Molti habituè delle isole di Istria e Dalmazia per evitare tamponi e quarantene quest’anno hanno scelto Trieste e Grado

Andrea Pierini e Antonio Boemo / TRIESTE
2 minuti di lettura
Barche ormeggiate ai pontili del San Giusto 

TRIESTE Una crescita importante degli arrivi e delle permanenze. La scelta del governo italiano di introdurre il tampone obbligatorio per chi rientra dalla Croazia sta avendo ricadute positive su una particolare categoria di operatori turistici: quelli che gestiscono marina e servizi per i diportisti. Molti amanti del mare abituati in questo periodo a veleggiare, o a dirigersi a motore, verso le isole di Istria e Dalmazia, dopo la stretta sugli spostamenti oltreconfine hanno cambiato rotta, optando per una crociera nella acque del golfo di Trieste o comunque nelle acque del Friuli Venezia Giulia. Una scelta fatta da vacanzieri italiani, per lo più veneti, anche se non manca chi ha deciso di risalire l’Adriatico partendo da Ancona e fermandosi appunto a Trieste.

«Abbiamo registrato un incremento di ospiti del 30% - spiega Fabiano Parrello, direttore di Marina San Giusto a Trieste -. Sono clienti che solitamente si fermavano un paio di giorni e quest’anno hanno deciso di restare anche una settimana. Viste le possibili difficoltà al rientro dalla Croazia hanno preferito restare a Trieste, scoprendo la città. Li considero un patrimonio prezioso, per questo stiamo cercando di fare il massimo per riuscire a rendere il loro soggiorno piacevole. Abbiamo avuto anche austriaci e tedeschi che, avendo barche carrellabili, erano abituati ad andare in macchina in Croazia. I divieti li hanno però convinti a mettere i natanti in acqua nei cantieri della zona e a restare qua».

Un aumento generale delle presenze lo ha registrato anche il direttore di Porto San Rocco a Muggia, Stefano Sponza. «Arrivano da noi molte persone dirette in Istria che chiedono poi informazioni sulle strutture in cui fare i tamponi, il numero verde da chiamare e i regolamenti da seguire. Chiaramente cerchiamo di supportarli. Molti alla fine decidono di restare da noi e non proseguire fino alla Croazia».

Porto San Rocco può contare su 540 posti barca e 64 camere d’hotel. «Difficile in questo momento quantificare il numero di chi ha deciso di restare. Pochi invece al momento i clienti rientrati dalla Croazia a cui abbiamo fornito le informazioni necessarie», conferma Sponza.

Entrambi i marina considerano questo periodo importante per la città e per un possibile rilancio almeno sul fronte delle imbarcazioni più piccole visto che il Covid ha fermato i maxi yacht. «È presto per fare il bilancio - aggiunge il direttore di Marina San Giusto -, rispetto allo scorso anno abbiamo lavorato meno con le grandi navi e più con le barche sotto i 24 metri».

Ottimi affari anche a Grado, che registra affluenze record e una presenza di scafi nel mandracchio di Grado mai vista negli ultimi. «La stagione sta andando bene – dice Andrea Bigot di Porto San Vito –, decisamente te sopra la media. Peccato aver dovuto dire di no agli armatori al timone di grandi barche, anche oltre 25 metri: il mancato dragaggio dei canali non ha consentito loro di arrivare».

E i triestini? Molti hanno scelto di tornare prima dalla Croazia, evitando così l'obbligo del tampone, altri invece hanno preferito fare rotta verso l’altra parte dell’Adriatico. «Molti come me hanno scelto il mare italiano - racconta Mitja Gialuz, presidente della Società Velica Barcola Grignano -. Io l’ho fatto per due ragioni: intanto abbiamo una bellissima costa con tanti gioielli: da Grado, alla spiaggia della Brussa, da Venezia al Conero. E poi perché quest'anno va aiutata l'economia del nostro Paese». —
 

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