Trieste, la “movida mascherata” spiazza clienti e gestori. «Ma la vera bussola alla fine è il buon senso»

Viaggio nelle zone a più alta concentrazione di locali di Trieste tra 18enni ligi alle regole e gruppi di mezza età incuranti degli obblighi 

TRIESTE C’è chi la indossa a prescindere, mentre cammina per le vie del centro, e chi invece non la usa proprio. E chi ancora la tiene abbassata sotto il mento. Triestini e turisti in giro per la città hanno risposto in modo diverso alla nuova stretta arrivata con l’ordinanza del governo, che impone da ieri, dopo «la significativa ripresa dei casi di coronavirus degli ultimi giorni», l’utilizzo della mascherina negli spazi all’aperto dalle 18 alle 6 del mattino. Sono le zone della movida in particolare a finire nel mirino del nuovo documento ministeriale e quindi le aree davanti ai locali ma anche piazze, slarghi, vie e lungomari «ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale» e dove non si riesce a mantenere il famoso metro di distanza.



La misura è stata resa necessaria su tutto il territorio nazionale, con la possibilità per le Regioni di dare un’ulteriore stretta alle regole ma senza la possibilità di deroghe, e pensata in vista dei maggiori flussi di persone che potrebbero riversarsi in giro nelle ore notturne, dopo che la stessa ordinanza, sempre a decorrere da ieri, proibisce i balli negli spazi al chiuso e all’aperto.



Ieri a Trieste non sono stati previsti dei servizi specifici di controllo da parte delle forze dell’ordine. Il prefetto Valerio Valenti prevede infatti di riunire il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tra oggi e domani «per condividere uno o più obiettivi» e iniziare quindi a capire come agire.



Il mancato rispetto dell’ordinanza comunque comporta una sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro. È la stessa misura che durante il lockdown veniva applicata a chi violava il divieto di uscire se non per motivi di necessità. Niente conseguenze penali dunque, ma solo una multa salata da pagare.

C’è ancora da capire se anche i gestori dei locali, come in passato, dovranno vigilare affinché i propri clienti indossino le mascherine negli spazi di pertinenza dei locali. E quindi se saranno passibili anche loro di sanzioni. «Noi restiamo comunque attenti come sempre – commenta Peppe di Napoli dell’Antica Sartoria in via Torino, cuore della movida triestina -. Dopo dipenderà dalle persone, che devono osservare le regole. Stasera (ieri sera, ndr) comunque la gente, come negli scorsi giorni, è arrivata con le mascherine addosso».



Nella prima giornata di applicazione dell’ordinanza, per strada e nelle piazze si sono viste persone che hanno premurosamente provveduto a coprirsi la bocca. «Applichiamo le regole, anche perché non vogliamo prendere la multa – commentano due 18enni, mentre siedono al tavolo di un bar in via Torino -. Chi finora è andato a ballare uno attaccato all’altro, ha dimostrato solo irresponsabilità. È inutile aprire le discoteche se le persone non sono capaci di rispettare le norme. Ed è anche impossibile mantenerle se poi bevi e fumi…».

I due ragazzi non sono gli unici in via Torino a transitare con la bocca coperta. Anche altre coppie e famiglie con bambini portano, seppur talvolta abbassata, la mascherina. «Se i contagi sono aumentati, è necessario applicare nuovamente queste misure», sottolinea un altro giovane, mentre passeggia in via Torino con la mascherina addosso. Ma come ha pensato di applicare l'ordinanza? «La metto dove c’è il rischio di assembramento, penso sia giusto come la intendo».

Anche un’altra signora, sulla cinquantina, attraversa piazza Cavana munita di mascherina. «Io dalle 18 l’ho tirata fuori - spiega -: lavoro in una casa di riposo, devo essere prudente». Ma ieri sera si sono visti anche capannelli di gente che nei pressi di qualche locale hanno scelto di non indossare il dispositivo sanitario, nonostante fosse impossibile mantenere il distanziamento sociale. Tra questi, in via di Cavana, c'era un gruppo di amici stretto attorno a un tavolo e intento a chiacchierare e bere. Sulle Rive invece dei giovani, riuniti in piedi a parlare, non ce l’avevano nemmeno addosso. E poi tante altre persone, intente a passeggiare sul lungomare, hanno preferito non tirarla fuori dalla borsa, forse perché ignare dell'ordinanza o forse perché non sanno bene come applicarla. —

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