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Trieste, profugo minacciato beffa i due passeur

Lo avevano chiuso nell’auto con moglie e figlioletta: «Dacci i soldi o morirete». Con uno stratagemma ha chiamato il 112

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TRIESTE Marito e moglie, lui iracheno e lei iraniana, con una bimba di un anno. Chiusi in un’auto e minacciati di morte da due passeur, di cui uno minorenne. «Se non ci date 6 mila euro vi facciamo ammazzare». È accaduto a Trieste, l’ultima tappa della rotta balcanica per migliaia di migranti. La coppia di trafficanti, disposta a uccidere pur di guadagnare sulla disperazione della famiglia di profughi, in viaggio da mesi tra pericoli e privazioni, è stata arrestata grazie all’immediato intervento dei Carabinieri di Scorcola.

Il blitz dei militari dell’Arma è avvenuto alcuni giorni fa nei pressi della Stazione ferroviaria, in via Ghiberti, dove l’automobile dei passeur si era fermata. È stato proprio il papà iracheno ad allertare le forze dell’ordine italiane. Lo ha fatto con astuzia. Appena ha capito la situazione, ha preso il cellulare e ha finto di chiamare un conoscente per farsi dare i soldi, parlando in arabo in modo che i criminali non capissero. E invece ha telefonato al 112.

Sul caso ha aperto un fascicolo il pm Cristina Bacer, poi passato al pm Massimo De Bortoli. Il gip Luigi Dainotti ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare del carcere per uno dei due trafficanti. Per il complice, ancora minorenne, è stato avviato un altro procedimento.

Il passeur finito in cella si chiama Vahid Beadini, è un bosniaco di 26 anni. Secondo le ricostruzioni investigative, il complice minorenne si era occupato di trasportare la famiglia di migranti da Zagabria fino a Trieste a bordo di una Golf. Per questo servizio si era fatto pagare 1.500 euro, denaro in parte consegnato a un terzo uomo al momento non identificato. La vettura con all’interno i profughi era preceduta da quella di Beadini, una Focus. Il bosniaco, in buona sostanza, faceva da staffetta con il compito di avvisare il collega in caso di controlli di polizia ai confini.

Arrivati a Trieste, in via Ghiberti, Beadini è salito sulla Golf. È a quel punto che i due passeur, chiusi nella vettura con la famiglia di migranti, hanno iniziato con le minacce. «Se non ci consegni 6 mila euro – queste le parole rivolte al papà iracheno – noi non lasciamo andare via te, tua moglie e la bambina. Vi riportiamo a Zagabria e vi facciamo uccidere».

Il padre ha mantenuto la calma e ha avuto la freddezza di escogitare la finta chiamata al conoscente per i soldi. Ma ha digitato il 112 chiedendo aiuto. Nonostante lo straniero parlasse in arabo, i Carabinieri sono riusciti comunque a rendersi conto di cosa stava succedendo e dove si trovava. E hanno agito fiondandosi in via Ghiberti. Non appena hanno visto piombare le auto dell’Arma, i malviventi hanno tentato di fuggire. Ma i militari li hanno bloccati. La famiglia di migranti è stata presa in carico dall’Ics. Concluso il periodo di quarantena anti-Covid, sarà ospitata nelle strutture di accoglienza ordinarie. —




 

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