Auguri a Vitaliano, cent’anni vissuti di corsa alla guida della sua Tempra

Ungaro raggiunge oggi il secolo di vita. Grande festa a Straccis. Vive da solo, è autosufficiente e, da persona curiosa, ha cambiato tanti lavori

GORIZIA Grande festa oggi in casa di Vitaliano Ungaro nel rione di Straccis per il suo centesimo compleanno. Una persona vulcanica, tutt’ora molto attiva.

Guida personalmente la sua fidata auto, una Fiat Tempra 1600 che vanta la bellezza di 580 mila chilometri, che va come un orologio ed è tenuta perfettamente. Ogni mattina si reca al cimitero centrale a trovare la sua adorata consorte Paola. Successivamente si reca ai supermercati di San Lorenzo, di Capriva o di Cormòns per fare la spesa ritornando poi nella sua abitazione. Abita da solo ed è completamente autosufficiente nel preparare i suoi saporiti pranzi e cene. Si appresta a gustarli un po’ tardi per ascoltare prima i telegiornali nazionali e regionali, tenendosi costantemente informato sulle ultime notizie. Parallelamente si concentra nello studio dell’astronomia, materia che l’ha sempre affascinato per tutta la vita. Ma si concede anche momenti di svago nella compilazione delle più difficili e complicate parole crociate, trovandone sempre le relative soluzioni. Verrà festeggiato dai figli Giacomo, Claudia, Flavio e Licia assieme a nipoti e pronipoti ed amici. In questi giorni riceverà una pergamena da parte del Comune, con le più vive felicitazioni e con l’affettuoso augurio di altrettanti avvincenti ed affascinanti traguardi.


Vitaliano nacque a Brindisi perché suo padre, navigante nella marina mercantile e brindisino di nascita, aveva espresso il desiderio che il suo primo figlio nascesse nell’amata terra di Puglia. Poi l’assunzione agli storici cantieri navali Crda di Monfalcone. Dopo un anno e mezzo, Ungaro lasciò il cantiere per trasferirsi al corso di telegrafista della Marina Militare a La Spezia. Nel contempo ottenne anche il diploma della scuola media.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, venne arruolato in Marina militare ed inviato al Comando della base navale di Pola. Da qui, dopo numerose operazioni navali nel Mediterraneo, fu trasferito al Comando della marina italiana di Mogadiscio, quale responsabile della stazione telegrafica della Somalia e di tutti i territori circostanti. Successivamente venne fatto prigioniero dagli inglesi e inviato a lavorare come meccanico al Comando superiore inglese di stanza in Kenia. Una vita avventurosa la sua. Questo gli ha consentito di imparare e parlare perfettamente la lingua inglese e la lingua dello swahili parlata dagli indigeni. Una prigionia lunga, la sua, durata fino alla fine dell’anno 1946. Venne rimpatriato a Gorizia dove i genitori già risiedevano.

Anche qui trovò subito lavoro come autista nella ditta di autoservizi “Gianesini”. In quegli anni l’attività del poliedrico Vitaliano ulteriormente si allargò tanto da essere individuato dal Comando americano della città che aveva visto in lui un punto sicuro di riferimento nel rivestire l’importante ruolo di telegrafista ed interprete fino al mese di ottobre del 1954 al Comando alleato del Territorio Libero di Trieste. Un lavoro pieno di soddisfazioni e riconoscimenti. Ritornata Trieste all’Italia, Vitaliano rientrò a Gorizia. Poi, l’assunzione come autista alla storica Ribi. Ma Vitaliano era sempre propenso a provare nuove esperienze lavorative. Per oltre 3 anni, ha svolto la professione di camionista percorrendo tutte le strade del vecchio continente, in particolare quelle dell’Est europeo con i potenti e storici camion e rimorchio “Esatau” della Lancia. Poi venne chiamato come capo servizio all’Ata, l’azienda di autotrasporto urbano, ove ha lavorato per una decina d’anni.

La sua carriera lavorativa venne ulteriormente arricchita da una nuova richiesta di lavoro giunta personalmente dallo stimato titolare della concessionaria Fiat di via Caprin Natale Comolli, che lo volle capofficina. Con la sua lunga esperienza accumulata nel campo di meccanico di automezzi, Vitaliano portò a termine brillantemente il suo incarico per più di 15 anni, ricevendo anche l’encomio dello stesso titolare. Andò in pensione all’età di 82 anni. Ma la sua storia non finisce qui, perché Comolli lo inviò come consulente e come suo componente fiduciario all’officina del “Friul Diesel” di Lauzacco nel comune di Pavia di Udine di proprietà dello stesso Comolli. —


 

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